San Josemaria Escrivá. Fondatore dell'Opus Dei - Accadde Oggi La vita ed gli insegnamenti di san Josemaría giorno per giorno http://www.it.josemariaescriva.info/ <![CDATA[26.4.1934]]> Scrive a don Francesco Morán, Vicario della diocesi di Madrid, e gli parla del prossimo ritiro spirituale diretto ai giovani che frequentano l’Accademia DYA [...]]]> <![CDATA[25.4.1932]]> Scrive una considerazione che raccoglierà più tardi in Cammino: “Che motivo hai di guardare, se il “tuo mondo” lo porti dentro di te?”]]> <![CDATA[24.4.1967]]> Commenta: “Abbiamo l’obbligo di fare in modo che ogni giorno nel mondo ci siano meno poveri, meno ignoranti, meno gente senza fede, meno invalidi per malattia o vecchiaia, senza un’affettuosa assistenza cristiana. Non per un motivo di carità, ma perché è un loro diritto. La ricchezza la dà il lavoro, figli miei, la specializzazione, la promozione professionale, e l’Opera è fondata sul lavoro. Dove lavoriamo? Nel mezzo della strada. Non possiamo essere separati dai nostri colleghi neppure da un leggerissimo velo”.]]> <![CDATA[23.4.1912]]> Fa la Prima comunione: “Avevo allora dieci anni. Mi aveva preparato un vecchio sacerdote, uomo di vita di pietà, semplice e buono. Fu lui ad insegnarmi la preghiera della comunione spirituale”. Dice così: “Vorrei, Signore, riceverti con la purezza, l’umiltà e la devozione con cui ti ricevette la tua Santissima Madre, con lo spirito e il fervore dei Santi”.]]> <![CDATA[22.4.1941]]> Muore, a Madrid, Dolores Albás, madre di san Josemaría, mentre suo figlio predica gli esercizi spirituali per i sacerdoti a Lérida (Spagna): “Offri le tue sofferenze per il lavoro che sto per svolgere - chiesi a mia madre prima di partire -. Assentì, ma non riuscì a fare a meno di dire sottovoce: questo figlio!”]]> <![CDATA[21.4.1973]]> Gli scattano questa foto mentre parla con una delle partecipanti a un congresso internazionale universitario , che si svolge a Roma in questi giorni. Sull’università aveva detto in un’intervista: “E’ necessario che l’Università formi gli studenti a una mentalità di servizio: servizio alla società, promuovendo il bene comune con il loro lavoro professionale e con la loro azione civile. Gli universitari devono essere responsabili, avere una sana inquietudine per i problemi degli altri e uno spirito generoso che li porti a confrontarsi con questi problemi e a cercare di trovare la migliore soluzione. Dare allo studente tutto ciò è compito specifico dell’Università”.]]> <![CDATA[20.4.1932]]> Aveva in casa una piccola immagine della Madonna, che non conserviamo, verso la quale nutriva una speciale devozione: la chiamava la Vergine dei Baci, per il fatto che la baciava quando entrava ed usciva di casa. In un giorno come quello di oggi scrive: “Tra le sei e mezza e le sette meno un quarto vidi, per un certo tempo, il volto della mia Vergine dei Baci pieno di gioia. La fissai bene: credetti che mi sorridesse, perchè così mi sembrava, ma non muoveva le labbra. Molto tranquillo, le dissi molte volte che era davvero bella”.]]> <![CDATA[19.4.1943]]> Nell’ospedale di San Fernando, a Madrid, accanto all’ingegnere Isidoro Zorzano, che morirà quattro mesi dopo. Qualche anno prima gli aveva scritto in una lettera: “Se dobbiamo essere ciò che il Signore vuole da noi e noi stessi desideriamo, dobbiamo mettere buone fondamenta, innanzitutto di orazione e di espiazione. Pregare: non tralasciare mai, ti ripeto, appena sveglio la meditazione; e offri ogni giorno come espiazione tutti i fastidi e i sacrifici della giornata”. Isidoro fu una delle prime persone che chiese l’ammissione all’Opus Dei. Il suo proceso di canonizzazione è iniziato nel 1948.]]> <![CDATA[18.4.1933]]> Scrive: “Tu..., superbia? — Di che?”. Sarà il punto 600 di Cammino.]]> <![CDATA[17.4.1927]]> Nel 1927 è domenica di Pasqua e si trova a Saragozza (Spagna). Due giorni più tardi, il 19, si trasferisce a Madrid, dove vivrà nei dieci anni successivi. “Riflettevo per strada – scriverà nei suoi Appunti – che Madrid è stata la mia Damasco, perchè lì mi si sono aperti gli occhi dell’anima e qui ho ricevuto la mia missione”. Si riferiva al fatto che in questa città Dio gli fece “vedere” l’Opus Dei.]]>