San Josemaria Escrivá. Fondatore dell'Opus Dei - Accadde Oggi La vita ed gli insegnamenti di san Josemaría giorno per giorno http://www.it.josemariaescriva.info/ <![CDATA[26.5.1937]]> “Gesù, se non sarò lo strumento che tu desideri, quanto prima portami via nella tua grazia. Non temo la morte, nonostante la mia vita peccatrice, perchè sono memore del tuo Amore: il tifo, la tubercolosi o una polmonite... o quattro fucilate, che differenza fa?”]]> <![CDATA[25.5.1975]]> Nel salone di riunione plenarie del Comune di Barbastro riceve la Medaglia d’oro della città. Alla fine dice: “Rinnovo il mio proposito, con la grazia di Dio, di venire per più tempo qui a Barbastro a parlare con ciascuno nell’intimità dell’anima, a parlare di Dio perchè vediate come lui vi ama e come io vi amo, e perchè mi aiutiate ad essere buono e fedele”.]]> <![CDATA[24.5.1974]]> Durante la sua permanenza in Brasile, nel 1974, commenta: “Il Signore vuole che stiamo nel mondo e che lo amiamo senza essere mondani. Il Signore desidera che rimaniamo in questo mondo – che adesso è così agitato e si sentono grida di lussuria, di disobbedienza, di ribellione che non approdano a nulla -, per insegnare alla gente a vivere con allegria. La gente è triste. Fanno molto rumore, cantano, ballano, gridano, ma nel fondo del cuore, non hanno altro che lacrime: non sono felici, sono disgraziati. E il Signore, a voi e a me, ci vuole felici”.]]> <![CDATA[23.5.1975]]> Nel santuario di Torreciudad con don Álvaro del Portillo e l’architetto Heliodoro Dols. Dopo aver contemplato la pala d’altare commenta: “Con l’umile materiale della terra avete fatto del materiale divino”.]]> <![CDATA[22.5.1974]]> Arriva a Río de Janeiro (Brasile) dove comincia un viaggio di catechesi attraverso vari paesi dell’America del Sud: “In questi paesi aprite con naturalezza le braccia a chiunque, e ricevete tutti con affetto. Vorrei che questo si convertisse in un movimento soprannaturale, in un impegno grande di far conoscere Dio a tutte le anime, di vivere l’unità, di fare il bene non solo in questa nazione, ma da questo grande paese a tutto il mondo. Potete, dovete! E dal momento che il Signore vi dà i mezzi, vi darà anche la voglia di lavorare”.]]> <![CDATA[21.5.1937]]> “In carne viva. Ecco come ti trovi. Tutto ti fa soffrire, nelle potenze dell’anima e dei sensi. E tutto ti è di tentazione... Povero figlio! Sii umile. Vedrai che presto uscirai fuori da questo stato: e il dolore si trasformerà in gioia, e la tentazione in sicura fermezza. Nel frattempo, però, ravviva la tua fede; riempiti di speranza; fa continui atti di Amore, anche se pensi che sono solo parole”, scrive nei suoi Appunti intimi durante un periodo di purificazione interiore.]]> <![CDATA[20.5.1970]]> Fa orazione a voce alta davanti all’immagine della Vergine di Guadalupe in Messico: “Ti offro un futuro d’amore, con molte anime. Io – che non sono niente e che da solo non posso niente – mi azzardo a offrirti molte anime, un’infinità di anime, una marea di anime, in tutto il mondo e in tutti i tempi, decise a donarsi a tuo Figlio e al servizio degli altri per portarli a Dio”.]]> <![CDATA[19.5.1966]]> Predica queste parole: “La vita di orazione deve inoltre trovare appoggio su alcuni momenti quotidiani dedicati esclusivamente al rapporto con Dio; momenti di colloquio, senza rumore di parole, accanto al tabernacolo, ogni volta che sia possibile, come a dimostrare gratitudine al Signore — così solo! — per la sua attesa di venti secoli. L'orazione mentale è questo dialogo con Dio, cuore a cuore, in cui interviene tutta l'anima: l'intelligenza e l'immaginazione, la memoria e la volontà. È una meditazione che contribuisce a dar valore soprannaturale alla nostra povera vita umana, alla nostra comune vita quotidiana”.]]> <![CDATA[18.5.1925]]> Termina il suo ministero nella parrocchia di Perdiguera, paese vicino a Saragozza. Anni dopo racconterà: “Mi diede ospitalità nella sua casa un contadino molto buono. Aveva un figlio che tutte le mattine usciva con le sue capre e mi dispiaceva vedere che trascorreva tutto il giorno con il gregge. Volli dargli un poco di catechismo, perché potesse fare la prima Comunione (...). Un giorno decisi di interrogarlo, per vedere come stava assimilando le lezioni: “Se fossi molto ricco, davvero molto ricco, cosa ti piacerebbe fare?” – “Cosa significa essere ricco?”, mi rispose. “Essere ricco vuol dire avere molto denaro, avere una banca... Che cos’è una banca? Glielo spiegai in modo semplice poi continuai: “Essere ricco significa avere molte vacche, invece che capre, vacche molto grandi. Poi, cambiarsi abiti tre volte al giorno... allora, che faresti se fossi ricco?” Spalancò gli occhi e alla fine mi disse: “Mi mangerei un bel piatto di minestra col vino!..” Tutte le ambizioni sono questo; niente vale la pena. È curioso, ma non mi sono mai dimenticato quell’episodio. Diventai serio e pensai: Josemaría, sta parlando lo Spirito Santo. È stata opera della Saggezza di Dio, per insegnarmi che tutto ciò che è terreno è questo: ben poca cosa”.]]> <![CDATA[17.5.1992]]> Giovanni Paolo II beatifica Josemaría Escrivá de Balaguer. Nell’omelia dice: “Con soprannaturale intuizione, il Beato Josemaría predicò instancabilmente la chiamata universale alla santità e all’apostolato."]]>