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San Josemaría
Testi di san Josemaría

Pregare davanti al Presepe

Tag: Natale
Maria pose il figlio appena nato in una mangiatoia (Lc 2,7). Partendo da queste e altre parole della Sacra Scrittura, i cristiani vanno ricordando in diversi modi la nascita di Gesù. Le rappresentazioni del presepe aiutano a vivere più da vicino questo avvenimento.

Pregare con il Papa:

Santuario Francescano del Presepio, a Greccio. Opera in terracotta di L. Agnini.
Santuario Francescano del Presepio, a Greccio. Opera in terracotta di L. Agnini.
Maria avvolse il bimbo in fasce. Senza alcun sentimentalismo, possiamo immaginare con quale amore Maria sarà andata incontro alla sua ora, avrà preparato la nascita del suo Figlio. La tradizione delle icone, in base alla teologia dei Padri, ha interpretato mangiatoia e fasce anche teologicamente. Il bimbo strettamente avvolto nelle fasce appare come un rimando anticipato all'ora della sua morte: Egli è fin dall'inizio l'Immolato (…) Così la mangiatoia veniva raffigurata come una sorta di altare. (Benedetto XVI, L'infanzia di Gesù, pp.81-82)

Chi oggi vuole entrare nella chiesa della Natività di Gesù a Betlemme, scopre che il portale, che un tempo era alto cinque metri e mezzo e attraverso il quale gli imperatori e i califfi entravano nell’edificio, è stato in gran parte murato. È rimasta soltanto una bassa apertura di un metro e mezzo. L’intenzione era probabilmente di proteggere meglio la chiesa contro eventuali assalti, ma soprattutto di evitare che si entrasse a cavallo nella casa di Dio. Chi desidera entrare nel luogo della nascita di Gesù, deve chinarsi.

Dio si fa Bambino inerme per vincere la superbia, la violenza, la brama di possesso dell’uomo
Mi sembra che in ciò si manifesti una verità più profonda, dalla quale vogliamo lasciarci toccare in questa Notte santa: se vogliamo trovare il Dio apparso quale bambino, allora dobbiamo scendere dal cavallo della nostra ragione “illuminata”. Dobbiamo deporre le nostre false certezze, la nostra superbia intellettuale, che ci impedisce di percepire la vicinanza di Dio. (…) Dobbiamo chinarci, andare spiritualmente, per così dire, a piedi, per poter entrare attraverso il portale della fede ed incontrare il Dio che è diverso dai nostri pregiudizi e dalle nostre opinioni: il Dio che si nasconde nell’umiltà di un bimbo appena nato.(Benedetto XVI, Omelia nella Messa di Mezzanotte, 24 dicembre 2011)

In quel Bambino si manifesta Dio-Amore: Dio viene senza armi, senza la forza, perché non intende conquistare, per così dire, dall’esterno, ma intende piuttosto essere accolto dall’uomo nella libertà; Dio si fa Bambino inerme per vincere la superbia, la violenza, la brama di possesso dell’uomo. In Gesù Dio ha assunto questa condizione povera e disarmante per vincerci con l’amore e condurci alla nostra vera identità. (Benedetto XVI , Udienza generale 23 dicembre 2009)


Pregare con San Josemaría

E' stato promulgato un editto di Cesare Augusto, che ordina il censimento di tutto l'impero. Perciò ognuno deve andare al paese d'origine della sua stirpe. — Giuseppe, che è della casa e della famiglia di David, va con la Vergine Maria da Nazaret alla città chiamata Betlemme, nella Giudea (Lc 2, 1-5).
E a Betlemme nasce il nostro Dio: Gesù Cristo! — Non c'è posto nella locanda: nasce in una stalla. — E sua Madre lo avvolge in fasce e lo adagia nella mangiatoia (Lc 2, 7).
Freddo. Povertà. — Io mi metto al servizio di Giuseppe. Com'è buono Giuseppe! Mi tratta come un figlio. E mi perdona se prendo in braccio il Bambino e rimango per ore a dirgli cose dolci e ardenti!
E lo bacio — bacialo anche tu — e lo cullo, e canto per lui, e lo chiamo Re, Amore, mio Dio, mio Unico, mio Tutto!... Com'è bello il Bambino… e com'è corta la decina!
(Santo Rosario, Terzo mistero gaudioso)

Dio ci ha chiamati con inequivocabile chiarezza. Come i Magi, anche noi abbiamo scoperto nel cielo dell'anima la stella che ci guida e illumina
Dio ci ha chiamati con inequivocabile chiarezza. Come i Magi, anche noi abbiamo scoperto nel cielo dell'anima la stella che ci guida e illumina. Abbiamo visto la sua stella in Oriente, e siamo venuti ad adorarlo (Mt 2, 2). Tale è anche la nostra esperienza. Anche noi abbiamo notato che nell'anima, a poco a poco, si accendeva una luce nuova: il desiderio di essere pienamente cristiani. (È Gesù che passa, 32)


Cerco sempre di immaginarmi Gesù Nostro Signore proprio così, avvolto in fasce e adagiato sulla paglia di una mangiatoia; ma al tempo stesso cerco di vederlo, mentre è ancora bambino e non parla, come Dottore e Maestro. Ho bisogno di considerarlo in questo modo, perché devo imparare da Lui.
(È Gesù che passa, 14)


Il Natale di Gesù è soffuso di ammirevole semplicità: il Signore viene senza risonanza, sconosciuto a tutti. Qui in terra, soltanto Maria e Giuseppe partecipano a questa avventura divina. Poi i pastori, ai quali gli angeli recano l'annunzio. E, più tardi, quei saggi dell'Oriente. È così che ha compimento l'evento trascendente che unisce il cielo alla terra, Dio all'uomo.
Recati a Betlemme, avvicinati al bambino, cullalo, digli cose ardenti, stringilo al cuore…
(È Gesù che passa, 18)

Adorazione dei Magi. Sarcofago romano del IV secolo, nelle catacombe di Sant'Agnese a Roma.
Adorazione dei Magi. Sarcofago romano del IV secolo, nelle catacombe di Sant'Agnese a Roma.
Anch'io, spinto da questa domanda, contemplo ora Gesù adagiato in una mangiatoia (Lc 2, 12), cioè in un posto adatto solo agli animali. Dove sono, Signore, la tua regalità, il diadema, la spada, lo scettro? Gli appartengono, ma non ne fa uso; regna avvolto in fasce. È un re che appare a noi inerme, indifeso; un piccolo bambino. Come non ricordare le parole dell'Apostolo: Spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo?
(È Gesù che passa, 31)