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Mortificazione per amore

Tag: Conversione, Mortificazione, Servizio, Amore, Penitenza, Dio, Dolore
Che cosa significa mortificazione? La mortificazione è un mezzo cristiano che ci avvicina a Gesù Cristo, il quale, per amore degli uomini, patì e morì sulla Croce. Essa consiste nel fare, per amore a Dio, atti che comportano piccole rinunce –interiori o esterne- per mettere da parte ciò che ci allontana da Lui e unirci alla sua Passione. È quindi un modo di partecipare alla redenzione del Signore per la salvezza di tutti.

La Chiesa Cattolica ha sempre sostenuto che il sacrificio deve essere presente nella vita del cristiano come fu nella vita di Cristo, come manifestazione di amore a Dio e agli altri.

Proponiamo alcuni punti di San Josemaría per parlare con Dio della mortificazione.

Non c'è amore senza rinuncia
Non dimenticare che il Dolore è la pietra di paragone dell'Amore.
Cammino, 439

Il Signore non si è limitato a dirci che ci ama: ce lo ha dimostrato con le opere, con tutta la sua vita. — E tu?
Forgia, 62

Questa è la verità del cristiano: donazione e amore — amore di Dio e, per Lui, del prossimo —, fondati sul sacrificio.
Forgia, 528

L'amore che dà gusto, che rende felice l'anima, si fonda sul dolore: non c'è amore senza rinunzia.
Forgia, 760

La via dell'Amore si chiama Sacrificio.
Forgia, 768

Nella forgia di dolore che accompagna la vita di tutte le persone che amano, il Signore ci insegna che chi cammina senza paura — anche se costa — sulle orme del Maestro, trova la gioia.
Forgia,816

Questa croce è la tua croce: quella di ogni giorno
Motivi per la penitenza? Espiazione, riparazione, supplica, ringraziamento: mezzi per andare avanti...: per te, per me, per gli altri, per la tua famiglia, per il tuo paese, per la Chiesa... E mille altri motivi.
Cammino, 232

Fate tutto per Amore. —Così non ci sono cose piccole: tutto è grande. —La perseveranza nelle piccole cose, per Amore, è eroismo.
Cammino, 813

Che motivo hai di guardare, se il “tuo mondo” lo porti dentro di te?
Cammino, 184

Se non ti mortifichi non sarai mai anima d'orazione.
Cammino, 439

Quella parola ben trovata, la battuta che non uscì dalla tua bocca; il sorriso amabile per colui che ti annoia; quel silenzio davanti a un'accusa ingiusta; la benevola conversazione con i seccatori e gli importuni; quel non dare importanza, quotidianamente, ai mille particolari fastidiosi e impertinenti delle persone che vivono con te... Tutto questo, con perseveranza, è davvero solida mortificazione interiore.
Cammino, 173

Quando vedi una povera Croce di legno, sola, senza importanza e senza valore... e senza Crocifisso, non dimenticare che quella Croce è la tua Croce: quella d'ogni giorno, quella nascosta, senza splendore e senza consolazione..., che sta aspettando il Crocifisso che le manca: e quel Crocifisso devi essere tu.
Cammino, 178

Cerca mortificazioni che non mortifichino gli altri
Nelle cose piccole
Cerca mortificazioni che non mortifichino gli altri.
Cammino, 179

Se sono stati testimoni delle tue debolezze e delle tue miserie, che importa che lo siano della tua penitenza?
Cammino, 197

Quanti di coloro che si lascerebbero inchiodare a una croce davanti allo sguardo attonito di migliaia di spettatori non sanno soffrire cristianamente le punzecchiature di ogni giorno! Pensa, allora, che cosa è più eroico.
Cammino, 204

Gesù arrivò alla Croce dopo essersi preparato per trentatré anni, tutta la sua Vita! — Se davvero i suoi discepoli vogliono imitarlo, devono trasformare la propria esistenza in corredenzione di Amore, con l’abnegazione di sé, attiva e passiva.
Solco, 255

La mortificazione è il ponte levatoio, che ci agevola l’entrata nel castello dell’orazione.
Solco, 467

Se la parola amore esce molte volte dalla bocca, senza essere sostenuta da piccoli sacrifici, finisce per stancare.
Solco, 979

Lo spirito di mortificazione, più che una manifestazione d’Amore, scaturisce come una delle sue conseguenze. Se cedi in queste piccole prove, riconoscilo, viene meno il tuo amore per l’Amore.
Solco, 981

Non hai contrariato, qualche volta, in qualcosa, i tuoi gusti, i tuoi capricci? — Bada che Chi te lo chiede è inchiodato su una Croce — a soffrire in tutti i suoi sensi e le sue facoltà —, e una corona di spine copre il suo capo... per te.
Solco, 989

Curare le piccole cose comporta una mortificazione costante, cammino per rendere più gradevole la vita agli altri.
Solco, 991

La vocazione cristiana è vocazione di sacrificio, di penitenza, di espiazione. Dobbiamo riparare per i nostri peccati — Dio sa quante volte abbiamo distolto lo sguardo da Lui per non vederlo! — e per tutti i peccati degli uomini. Dobbiamo ricalcare da presso le orme di Cristo: Portiamo sempre e dovunque nel nostro corpo la morte di Gesù, l'abnegazione di Cristo, il suo annientamento sulla Croce, perché anche la vita di Gesù si manifesti nel nostro corpo. Il nostro è un cammino di immolazione che conduce a trovare, nella rinuncia, il gaudium cum pace, la gioia e la pace.
È Gesù che passa, 9

La mortificazione è il sale della nostra vita
La mortificazione è il sale della nostra vita. E la migliore mortificazione è quella che — in piccole cose, lungo tutta la giornata — combatte contro la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita. Si tratta di mortificazioni che non mortificano gli altri, che ci rendono più garbati, più comprensivi, più aperti con tutti. È evidente che non puoi considerarti mortificato se sei suscettibile, se soddisfi solo il tuo egoismo, se sopraffai gli altri, se non sai privarti del superfluo e, a volte, del necessario; se ti rattristi quando le cose non si realizzano secondo le tue previsioni. Sei invece mortificato se sai farti tutto a tutti, per guadagnare tutti.
È Gesù che passa, 9

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