San Josemaría
Testi di san Josemaría

Lavorare con amore

Tag: Fede, Servizio, Lavoro, Amore di Dio, Dio, Rettitudine d'intenzione
Fare tutto per Amore
Non ti mancano ambizioni:... di sapere..., di dirigere..., di essere audace. Bene. D'accordo. —Però... per Cristo, per Amore.
Cammino, 24

Fate tutto per Amore. —Così non ci sono cose piccole: tutto è grande. —La perseveranza nelle piccole cose, per Amore, è eroismo.
Cammino, 813

Se sei fedele, potrai dirti vincente. — Nella tua vita, benché perda qualche battaglia, non conoscerai sconfitte. Non esistono insuccessi — convincitene —, se agisci con rettitudine di intenzione e col desiderio di compiere la Volontà di Dio. — Allora, con o senza successo, vincerai sempre, perché avrai fatto il lavoro con Amore.
Forgia, 199

Dopo aver conosciuto tante vite eroiche, vissute per Dio senza uscire dal proprio posto, sono giunto a questa conclusione: per un cattolico, lavorare non è eseguire, è amare!: prodigarsi volentieri, e sempre, nel dovere e nel sacrificio.
Solco, 527

Impégnati nei tuoi doveri professionali per Amore
Impégnati nei tuoi doveri professionali per Amore: porta tutto a buon fine per Amore, insisto, e potrai sperimentare — proprio perché ami, anche se devi assaporare l'amarezza dell'incomprensione, dell'ingiustizia, dell'ingratitudine e perfino dell'insuccesso umano — le meraviglie che il tuo lavoro produce. Frutti succosi, semi di eternità!
Amici di Dio, 68

Hai avuto la grande fortuna di incontrare veri maestri, amici autentici, che ti hanno insegnato senza riserve tutto ciò che hai voluto sapere; non hai avuto bisogno di trappole per «rubare» la loro scienza, perché ti hanno indicato la via più facile, anche se a loro è costato duro lavoro e sofferenza scoprirla... Ora, tocca a te fare altrettanto, con questo, con quell’altro, con tutti!
Solco, 733

Metti sul tuo tavolo di lavoro, nella stanza, nel tuo portafogli..., un’immagine della Madonna, e rivolgile lo sguardo quando cominci il tuo lavoro, mentre lo svolgi e quando lo finisci. Lei ti otterrà — te l’assicuro! — la forza per fare della tua occupazione un dialogo amoroso con Dio.
Solco, 531

Per contribuire al bene degli altri
Il lavoro di Giuseppe non tendeva all'affermazione di sé, anche se la dedizione a una vita di lavoro gli aveva dato una personalità matura e spiccata
Ma anche questo servizio umano, questa idoneità che potremmo chiamare tecnica, questo saper fare il proprio mestiere, deve essere dotato di una caratteristica che fu fondamentale nel lavoro di Giuseppe e che tale dovrebbe essere anche per ogni cristiano: lo spirito di servizio, il desiderio di lavorare per contribuire al bene comune. Il lavoro di Giuseppe non tendeva all'affermazione di sé, anche se effettivamente la dedizione a una vita di lavoro gli aveva dato una personalità matura e spiccata. Il Patriarca lavorava con la consapevolezza di compiere la volontà di Dio, pensando al bene dei suoi — Gesù e Maria — e avendo presente il bene di tutti gli abitanti della piccola Nazaret.
A Nazaret Giuseppe doveva essere uno dei pochi artigiani del villaggio, o forse l'unico. Probabilmente era falegname. Ma, come accade nei piccoli paesi, doveva essere capace di fare anche altre cose: rimettere in funzione il mulino, o riparare prima dell'inverno le crepe di un tetto. Giuseppe, indubbiamente, con un lavoro ben fatto, risolveva le difficoltà di molta gente. La sua attività professionale era orientata al servizio degli altri, a rendere più gradevole la vita delle famiglie del villaggio; ed era certamente accompagnata da un sorriso, da una parola opportuna, da uno di quei commenti fatti di sfuggita, ma che servono a ridare la fede e la gioia a chi sta per perderle.
È Gesù che passa, 51

Nell'iniziare una nuova giornata in cui lavorare accanto a Cristo, e prenderti cura di tante anime che lo cercano, convinciti che non c'è altra strada: ricorrere al Signore. — Solamente nell'orazione, e con l'orazione, impariamo a servire gli altri!
Forgia, 72

Alcuni, nel lavoro, si muovono con pregiudizi: per principio, non si fidano di nessuno, e, naturalmente, non capiscono la necessità di cercare la santificazione del proprio mestiere. Se ne parli, ti rispondono di non aggiungere altri carichi al loro lavoro, che già sopportano di malavoglia, come un peso. — Questa è una delle battaglie di pace che bisogna vincere: trovare Dio nella propria occupazione, e — con Lui e come Lui — servire gli altri.
Solco, 520

Fatui e superbi si dimostrano tutti coloro che abusano della loro posizione di privilegio — dovuta al denaro, alla famiglia, al grado, alla carica, all’intelligenza... — per umiliare i meno fortunati.
Solco, 702

Non siamo buoni fratelli dei nostri fratelli, gli uomini, se non siamo disposti a mantenere una condotta retta, anche quando chi ci sta accanto interpreta male il nostro comportamento, e reagisce in modo spiacevole.
Forgia, 460

Anche tu hai una vocazione professionale che ti «sprona». — Ebbene, questo «sprone» è l’amo per pescare uomini. Rettifica, pertanto, l’intenzione, e non trascurare di acquisire tutto il prestigio professionale possibile, al servizio di Dio e delle anime. Il Signore conta anche su «questo».
Solco, 491

Studente: àpplicati con spirito di apostolo ai tuoi libri, con la convinzione intima che queste ore e ore sono, già adesso!, un sacrificio spirituale offerto a Dio per l’umanità, per il tuo paese, per la tua anima.
Solco, 522

Se consideriamo con umiltà la nostra vita, vedremo chiaramente che il Signore, oltre alla grazia della fede, ci ha concesso dei talenti, delle qualità. Nessuno di noi è un esemplare ripetuto in serie: Dio nostro Padre ci ha creati a uno a uno, distribuendo tra i suoi figli un diverso numero di beni. Dobbiamo mettere quei talenti, quelle qualità, al servizio di tutti, utilizzando i doni di Dio come strumenti per aiutare gli altri a scoprire Cristo.
Amici di Dio, 258

Un lavoro che semini pace
Per amore a Dio, per amore alle anime e per corrispondere alla nostra vocazione di cristiani, dobbiamo dare buon esempio. Per non essere di scandalo, per non suscitare neppure l'ombra del sospetto che i figli di Dio siano fiacchi o buoni a nulla, per essere edificanti..., dovete sforzarvi di offrire con la vostra condotta la giusta misura, la buona dimensione dell'uomo responsabile. Sia il contadino che ara la terra innalzando di continuo il suo cuore a Dio, sia il falegname, il fabbro, l'impiegato, l'intellettuale — ogni cristiano, insomma —, tutti devono essere un modello per i loro colleghi, senza orgoglio, perché è ben chiara nelle nostre anime la convinzione che soltanto facendo affidamento su di Lui saremo vittoriosi: noi, da soli, non possiamo neppure sollevare da terra un filo di paglia. Pertanto, ciascuno nel suo lavoro, nel posto che occupa nella società, deve sentirsi obbligato a fare un lavoro di Dio, che semini dappertutto la pace e la gioia del Signore. Il cristiano perfetto porta sempre con sé la serenità e la gioia. Serenità, perché si sente alla presenza di Dio; gioia, perché si sente circondato dai suoi doni. In tal caso il cristiano è davvero un personaggio regale, un santo sacerdote di Dio
Amici di Dio, 70

Non dubito della tua rettitudine. —So che agisci alla presenza di Dio. Però, c'è un però: le tue azioni sono viste o possono essere viste da uomini che giudicano umanamente... E bisogna dar loro buon esempio.
Cammino, 275

Ma non dimenticate che siete anche alla presenza degli uomini, i quali attendono da voi — da te! — una testimonianza cristiana. Pertanto, nel lavoro professionale, nelle cose umane, dobbiamo agire in modo tale da non doverci vergognare se ci vedesse all'opera chi ci conosce e ci ama, chi potrebbe arrossire di noi. Se vi comporterete secondo lo spirito che cerco di insegnarvi, non disgusterete chi ha posto fiducia in voi, e voi stessi non dovrete arrossire: non vi succederà come all'uomo della parabola che si mise a costruire una torre: Gettate le fondamenta e non potendo finire il lavoro, i passanti cominciano a deriderlo, dicendo: «Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro»
Amici di Dio, 66

Tutta la gloria, a Dio
Ti consiglio di non cercare la lode personale, neppure quando l'avessi meritata: è meglio passare inosservato, e che la parte più bella e nobile della nostra attività, della nostra vita, resti nascosta... Quanto è grande questo farsi piccoli!: “Deo omnis gloria!” — tutta la gloria, a Dio.
Forgia, 1051

Da' a Dio “tutta” la gloria. —“Spremi” con la tua volontà, aiutato dalla grazia, ognuna delle tue azioni, affinché in esse non resti nulla che odori di superbia umana, di compiacenza del tuo “io”.
Cammino, 784

Non sai che stai sempre alla presenza del gran Re, di tuo Padre-Dio?
I figli... Come cercano di comportarsi degnamente quando stanno dinanzi ai loro genitori! E i figli di Re, davanti al Re loro padre, come cercano di curare la dignità regale! E tu... non sai che stai sempre alla presenza del gran Re, di tuo Padre-Dio?
Cammino, 265

Dedicheremo tutte le aspirazioni della nostra vita — grandi e piccole — alla gloria di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo. — Ricordo con commozione il lavoro di quei brillanti universitari — due di ingegneria e due di architettura —, impegnati con gioia nell'istallazione materiale di una residenza di studenti. Non appena ebbero collocata la lavagna in un'aula, la prima cosa che scrissero quei quattro artisti fu: “Deo omnis gloria” — a Dio tutta la gloria. — Lo so, Gesù, che ne provasti piacere.
Forgia, 611

Qualunque lavoro, anche il più nascosto, anche il più insignificante, offerto al Signore, ha la forza della vita di Dio!
Forgia, 49