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Se qualche donna mi legge

Pedro Rodríguez

Tag: 14 febbraio, 2 ottobre 1928, Cammino, Fondazione dell’Opus Dei
Il 14 febbraio 1930, San Josemaría scoprì che il messaggio della santità in mezzo al mondo era rivolto a tutti, uomini e donne, come lo era stato per coloro che avevano seguito il Signore nei primi secoli della Chiesa ed scrisse: Se qualche donna mi legge, si riempia di una santa invidia, piena d'efficacia. Riportiamo, su questo tema, alcune note di Pedro Rodríguez contenute nella edizione storico-critica di Cammino.

Niente di “speciale” per le donne
Il 2 ottobre 1928 San Josemaría vide che la sua vita sarebbe consistita nell’essere uno strumento fedele per aprire un cammino di santità per i cristiani comuni, per mezzo del lavoro ordinario. Se in quel momento gli avessero chiesto se questa “Opera” fosse aperta anche alle donne, avrebbe risposto: “neanche per scherzo”. Ma il 14 febbraio 1930 Dio gli fece comprendere che quell’unico messaggio divino era comune a tutti, uomini e donne, come lo era stato per i primi cristiani.


Ripetere le stesse cose al femminile
“Prego Dio che, se qualche donna mi legge, si riempia di una santa invidia, piena d'efficacia”. Sono parole di San Josemaría dopo aver commentato una scena del Vangelo: “Qualche tempo dopo — si legge nell'ottavo capitolo di San Luca — Gesù andava per le città e i villaggi, predicando e annunciando il regno di Dio; ed erano con lui i dodici, come pure alcune donne che erano state liberate da spiriti maligni e da malattie: Maria, detta Maddalena, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna moglie di Cusa, procuratore d'Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con le loro sostanze”. (cfr. Cammino, 981).
San Josemaría non ha niente da dire alle donne se non ripetere, al femminile, quello che ha detto per tutti fin dal primo punto del libro.

Il che non vuol dire che le peculiarità della natura femminile non possano dar luogo – e di fatto è così – alla comprensione della intera vita cristiana partendo dal modo di essere proprio delle donne. Però, quando si spiega il Vangelo ai cristiani, si parla come San Paolo: a uomini e donne, servi e uomini liberi, giudei e greci.

Questo gli ho sentito dire io stesso, nel 1957 a Roma. E precisava: « «Andavo a casa di un'anziana signora di ottant'anni che si confessava con me, per celebrare la Messa nel piccolo oratorio che aveva. E fu lì, dopo la Comunione, durante la Messa, che venne al mondo la Sezione Femminile».
Ecco perché il punto 980 di Cammino:
“Non abbiamo forse la facoltà di condurre con noi nei viaggi una donna, sorella in Gesù Cristo, che ci assista, come fanno gli altri apostoli e i parenti del Signore e Pietro?”.

Questo dice San Paolo nella sua prima lettera ai Corinzi. — Non è possibile disdegnare la collaborazione della “donna nell'apostolato”.

ha un carattere singolare: appare non come una considerazione “settoriale” dell’apostolato fatto dalle donne – non si dice niente sulla questione – ma come una riflessione, appena accennata, su alcuni luoghi della Bibbia che presentano il “gruppo dei discepoli” formato, fin dalle origini, da “uomini e donne” in comunione con Gesù e con diversità di ministeri.


Un piano, una missione

Al punto 980 di Cammino:
“Non abbiamo forse la facoltà di condurre con noi nei viaggi una donna, sorella in Gesù Cristo, che ci assista, come fanno gli altri apostoli e i parenti del Signore e Pietro?” Questo dice San Paolo nella sua prima lettera ai Corinzi. — Non è possibile disdegnare la collaborazione della “donna nell'apostolato”
San Josemaría vuole dimostrare, appoggiandosi al celebre testo paolino, la legittimità di un’impresa apostolica che riunisca uomini e donne. Seguendo il piano di Dio, sarebbe “suicida” disdegnare tale collaborazione. In un appunto per una catechesi, si leggono queste parole, scritte con linguaggio quasi telegrafico, che descrivono gli inizi del piano di Dio nella missione della Chiesa, che prende come modello per il momento attuale:
“Dio è quello di sempre. I primi 12. «Mulieres sorores»”
San Josemaría parte dal testo di San Paolo su la «donna sorella» - che indica una situazione storica molto concreta – e fondandosi su quel fatto, trascende la situazione descritta da Paolo, per parlare, in modo generale, della presenza e della responsabilità delle donne nella missione apostolica.

Ho sentito spiegare il “neanche per scherzo”
Il tenore redazionale del punto 980 sembra richiamare l’epoca che seguì il 2 ottobre 1928, data della fondazione («Io avevo scritto: non ci saranno mai donne – neanche per scherzo – nell’Opus Dei) e l’ispirazione del Signore che lo portò ad aprire l’Opus Dei alle donne, il 14 febbraio 1930. «Cominciai a celebrare la Messa pensando che non ci sarebbero state mai donne nell’Opus Dei e al termine era stata fondata la sezione femminile dell’Opera»
questo gli ho sentito dire io stesso, nel 1957 a Roma. E precisava: « «Andavo a casa di un'anziana signora di ottant'anni che si confessava con me, per celebrare la Messa nel piccolo oratorio che aveva. E fu lì, dopo la Comunione, durante la Messa, che venne al mondo la Sezione Femminile».
San Josemaría diceva con umiltà: «La fondazione dell’Opus Dei avvenne senza di me; la Sezione femminile contro la mia opinione personale”. Il testo continua: «e la Società Sacerdotale della Santa Croce quando io volevo trovarla e non la trovavo . Neanche durante la Messa».