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Nessun giorno senza Croce, in letizia!

Tag: Croce, Preghiera
San Josemaría appuntava spesso questa giaculatoria all'inizio dell'anno, indicando la strada che voleva percorrere. "Mi chiederete forse altre parolette per quest'anno che viene, e vi dirò, concretando: servite Domino in laetitia! servite il Signore con gioia!"

Nessun giorno senza Croce, in letizia!
Nessun giorno senza Croce, in letizia!
Raccogliamo alcune considerazioni di San Josemaría sull'allegria e la Croce:

Quando ti ritrovi più vicino alla croce, non ti spaventare, non ti stancare: è una carezza del Signore. Non ti rendi conto che nella vita capitano stesso? Quando due persone si vogliono bene, le gioie e i dolori della prima divengono gioie e dolori dell'altra pertanto, quando porti la croce con eleganza, puoi essere sicuro che su questa strada che il Signore ti indica troverai Gesù e, con Gesù, Maria".
(Memoria del Beato Josemaría Escrivá, p. 202)

Il Signore mi segue da vicino. Camminerò con Lui, pertanto, ben sicuro, giacché il Signore è mio Padre
«Servite Domino in laetitia!» — Servirò Dio con gioia! Una gioia che sarà conseguenza della mia Fede, della mia Speranza e del mio Amore..., che deve durare sempre, perché, come ci assicura l’Apostolo, «Dominus prope est!»... — il Signore mi segue da vicino. Camminerò con Lui, pertanto, ben sicuro, giacché il Signore è mio Padre..., e con il suo aiuto compirò la sua amabile Volontà, anche se mi costa.
(Solco, 53)

Lasciami continuare a parlarti in confidenza, come ho fatto sinora: mi basta avere davanti un Crocifisso, per non osare di parlare delle mie sofferenze... E non m’importa di aggiungere che ho sofferto molto, sempre con allegria.
(Solco, 238)

Qualche volta — me l'hai sentito commentare spesso — si parla dell'amore come se fosse un impulso verso la propria soddisfazione, o un semplice mezzo per completare egoisticamente la propria personalità.
— E ti ho detto sempre che non è così: l'amore vero esige che si esca da sé stessi, che ci si doni. L'amore autentico porta con sé la gioia: una gioia che ha le radici a forma di Croce.
(Forgia, 28)

Sacrificio, sacrificio! — È vero che seguire Gesù — l’ha detto Lui — vuol dire portare la Croce. Ma non mi piace sentire le anime che amano il Signore parlar tanto di croci e di rinunce: perché quando c’è Amore, il sacrificio è gradito — anche se costa — e la croce è la santa Croce.
— L’anima che sa amare e darsi così, si riempie di gioia e di pace. Allora, perché insistere sul «sacrificio», come per cercare consolazione, se la Croce di Cristo — che è la tua vita — ti rende felice?
(Solco, 249)

La gioia, l'ottimismo soprannaturale e umano, sono compatibili con la stanchezza fisica, col dolore, con le lacrime — perché abbiamo un cuore —, con le difficoltà nella vita interiore o nel lavoro apostolico.
Egli, “perfectus Deus, perfectus Homo” — perfetto Dio e perfetto Uomo —, che possedeva tutta la felicità del Cielo, volle provare la fatica e la stanchezza, il pianto e il dolore..., perché comprendessimo che essere soprannaturali implica essere molto umani.
(Forgia, 290)

Coraggio!..., anche quando il cammino si fa duro. Non ti rallegra sapere che la fedeltà ai tuoi impegni di cristiano dipende in buona parte da te?
Riémpiti di gioia, e rinnova liberamente la tua decisione: Signore, anch'io lo voglio, conta sulla mia pochezza!
(Forgia, 361)

"La Croce non è la pena, né il dispiacere, né l'amarezza... È il legno santo su cui Gesù Cristo trionfa"
La Croce non è la pena, né il dispiacere, né l'amarezza... È il legno santo su cui Gesù Cristo trionfa... e su cui trionfiamo noi quando riceviamo con gioia e con generosità ciò che Egli ci manda.
(Forgia, 788)

Signore, fa' che non sia triste, fa' che stia sempre vincolato alla tua Santa Croce, fa' che sia corredentore con Te. Donami la tua gioia, anche in questi momenti di dolore, per riuscire a compiere la volontà del Padre.
(Memoria del Beato Josemaría Escrivá, p. 104)

Sii certo di essere uomo di Dio se sopporti con gioia e in silenzio l'ingiustizia.
(Cammino, 672)

Non sei solo. —Sopporta con gioia la tribolazione. —Non senti nella tua mano, povero bambino, la mano di tua Madre: è vero. —Ma... hai visto le madri della terra, con le braccia aperte, seguire i loro piccoli, quando s'avventurano, traballanti, a fare senza sostegno i primi passi? —Tu non sei solo: ti sta accanto Maria.
(Cammino, 900)