San Josemaría
Testi di san Josemaría
Morte in croce

«Adesso crocifiggono il Signore, e, accanto a lui, due malfattori, uno a destra e l’altro a sinistra. Intanto Gesù dice: Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno.
È stato l’Amore a portare Gesù al Calvario. E, ormai in Croce, tutti i suoi gesti e tutte le sue parole sono d’amore, di amore sereno e forte.
Con gesto di Sacerdote eterno, senza padre e senza madre, senza genealogia, apre le sue braccia a tutta l’umanità.
Insieme ai colpi di martello che inchiodano Gesù, risuonano le parole profetiche della Scrittura Santa: Hanno forato le mie mani e i miei piedi, posso contare tutte le mie ossa. Essi mi guardano, mi osservano (Sal 21, 17-18).
– Popolo mio, che cosa ti ho fatto? In che cosa ti ho contristato? Rispondimi! (Mic 6, 3).
E noi, con l’anima affranta dal dolore, diciamo con sincerità a Gesù: sono tuo, e mi consegno a te, e mi inchiodo alla Croce volentieri, per essere nei crocevia del mondo un’anima dedicata a te, alla tua gloria, alla Redenzione, alla corredenzione di tutta l’umanità.
In alto, sulla Croce, è scritta la causa della condanna: Gesù Nazareno Re dei giudei. E tutti i passanti lo ingiuriano e si burlano di lui.
– Se è il re di Israele, scenda ora dalla Croce. Uno dei due malfattori interviene in difesa:
– Costui non ha fatto alcun male...
Quindi rivolge a Gesù un’umile richiesta, piena di fede:
– Gesù, ricordati di me quando entrerai nel tuo regno .
– In verità ti dico, oggi sarai con me nel paradiso .
Accanto alla Croce vi è sua Madre, Maria, con altre sante donne. Gesù la guarda, poi guarda il discepolo amato, e dice alla Madre:
– Donna, ecco tuo figlio .
Poi dice al discepolo:
– Ecco tua madre .
Si spengono gli astri del cielo, e la terra resta sommersa nelle tenebre. Sono quasi le tre, quando Gesù esclama:
– Elì, Elì, lemà sabactàni?, che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Poi, sapendo che ogni cosa era sul punto di concludersi, per dare compimento alla Scrittura dice:
– Ho sete .
I soldati imbevono di aceto una spugna e, dopo averla messa su una canna di issopo, gliela avvicinano alla bocca. Gesù assapora l’aceto, ed esclama:
– Tutto è compiuto .
Il velo del tempio si squarcia nel mezzo e la terra trema quando il Signore grida a gran voce:
– Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.
E spira.
Ama il sacrificio, che è fonte di vita interiore. Ama la Croce, che è altare del sacrificio. Ama il dolore, fino a bere, come Cristo, la feccia del calice».
Via Crucis, XI e XII stazione
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