San Josemaría
Testi di san Josemaría
La Natività

«È stato promulgato un editto di Cesare Augusto, che ordina il censimento di tutto l’impero. Perciò ognuno deve andare al paese d’origine della sua stirpe. Giuseppe, che è della casa e della famiglia di David, va con la Vergine Maria da Nazaret alla città chiamata Betlemme, nella Giudea.
E a Betlemme nasce il nostro Dio: Gesù Cristo! - Non c’è posto nella locanda: nasce in una stalla. – E sua Madre lo avvolge in fasce e lo adagia nella mangiatoia.
Freddo. Povertà. – Io mi metto al servizio di Giuseppe. Com’è buono Giuseppe! Mi tratta come un figlio. E mi perdona se prendo in braccio il Bambino e rimango per ore a dirgli cose dolci e ardenti!
E lo bacio – bacialo anche tu – e lo cullo, e canto per lui, e lo chiamo Re, Amore, mio Dio, mio Unico, mio Tutto! ».
Il Santo Rosario, terzo mistero gaudioso
C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro: “Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva: “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”(Lc 2, 8-14).
«Iesus Christus, Deus homo: ecco i magnalia Dei, le opere meravigliose di Dio, dinanzi alle quali dobbiamo meditare e di cui dobbiamo rendere grazie al Signore, a colui che è venuto a portare la pace in terra agli uomini di buona volontà, a tutti coloro che vogliono unire la loro volontà alla volontà santa di Dio: non soltanto ai ricchi, né soltanto ai poveri, ma a tutti gli uomini, a tutti i fratelli. Perché tutti siamo fratelli in Gesù, tutti figli di Dio e fratelli di Cristo; e sua Madre è nostra Madre.
Sulla terra non c’è che una razza: quella dei figli di Dio. Tutti dobbiamo parlare la stessa lingua, quella che ci insegna il Padre nostro che è nei cieli, la lingua del dialogo di Gesù col Padre, la lingua che si parla col cuore e con la mente, quella stessa che usate ora nella vostra orazione. È la lingua delle anime contemplative, di coloro che sanno essere spirituali perché consapevoli della loro filiazione divina; una lingua che si esprime in mille mozioni della volontà, in tante illuminazioni radiose dell’intelligenza, negli affetti del cuore, nelle decisioni di condurre una vita retta, santa, lieta e pervasa di pace.
Dobbiamo contemplare Gesù Bambino, nostro Amore, nella culla.
Dobbiamo contemplarlo consapevoli di essere di fronte a un mistero. È necessario accettare il mistero con un atto di fede; solo allora sarà possibile approfondirne il contenuto, guidati sempre dalla fede. Abbiamo bisogno, pertanto, delle disposizioni di umiltà proprie dell’anima cristiana. Non vogliate ridurre la grandezza di Dio ai nostri poveri concetti, alle nostre umane spiegazioni; cercate piuttosto di capire che, nella sua oscurità, questo mistero è luce che guida la vita degli uomini».
È Gesù che passa, 13
Elenco dei contenuti
- Terzo mistero doloroso. L’incoronazione di spine
- Quarto mistero doloroso. Gesù con la croce sulle spalle
- Quinto mistero doloroso. Gesù muore sulla croce
- Primo mistero glorioso. La Resurrezione del Signore
- Secondo mistero glorioso. L’Ascensione del Signore
- Terzo mistero glorioso. La discesa dello Spirito Santo
- Quarto mistero glorioso. L’Assunzione della Madonna
- Quinto mistero glorioso. L’Incoronazione della Madonna
- Contemplazione dei Misteri del Santo Rosario
- L’Annunciazione
- La Natività
- Nella casa di Nazaret
- Le Tentazioni nel deserto
- L'Elezione degli Apostoli
- In Dialogo con tutti
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