San Josemaría
Testi di san Josemaría

L’Ascensione

Tag: Allegria, Cielo, Speranza, Gesù Cristo
Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro: «Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.
Mt 28, 16-20

La liturgia ci fa rivivere, ancora una volta, l'ultimo dei misteri della vita di Gesù tra gli uomini, la sua Ascensione al cielo.
E’ Gesù che passa, 117








Come non sentirne la mancanza
Mi è parso sempre logico e mi ha sempre riempito di gioia il fatto che la Santissima Umanità di Gesù sia ascesa alla gloria del Padre; ma penso anche che questa tristezza, peculiare del giorno dell'Ascensione, sia una manifestazione dell'amore che nutriamo per Gesù nostro Signore. Egli, perfetto Dio, si fece uomo – perfetto uomo - carne della nostra carne e sangue del nostro sangue. E si separa da noi per tornare al Cielo. Come non sentirne la mancanza?
E’ Gesù che passa, 117

La festa dell'Ascensione del Signore ci suggerisce anche un'altra realtà: quel Cristo che ci incoraggia a lavorare nel mondo, ci attende nel Cielo. In altre parole: la vita sulla terra, che pure amiamo, non rappresenta il compimento, perché non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura, la città eterna.
E’ Gesù che passa, 126

Pensiamo ora ai giorni che seguirono l'Ascensione, all'attesa della Pentecoste. I discepoli, pieni di fede per il trionfo di Cristo risorto, e anelanti lo Spirito Santo promesso, vogliono sentirsi uniti: li troviamo cum Maria matre Iesu, con Maria, la Madre di Gesù. La preghiera dei discepoli accompagna la preghiera di Maria: è la preghiera di una famiglia unita.
E’ Gesù che passa, 141

Cristo vive!
Vivi assieme a Cristo! Devi essere, nel Vangelo, come uno dei personaggi, che vive con Pietro, con Giovanni, con Andrea..., perché Cristo vive anche adesso: “Iesus Christus, heri et hodie, ipse et in saecula!” — Gesù Cristo vive!, oggi come ieri: Egli è lo stesso, nei secoli dei secoli.
Forgia, 8

Gesù è salito al Cielo, dicevamo. Ma il cristiano può, nell'orazione e nell'Eucaristia, trattarlo come lo trattarono i primi dodici e infiammarsi del suo zelo apostolico per compiere con Lui un servizio di corredenzione, che è una semina di pace e di gioia. Servire, dunque, perché l'apostolato non è che questo. Se facciamo affidamento soltanto sulle nostre forze, non otterremo alcun frutto soprannaturale; ma facendoci strumenti di Dio, otterremo tutto: Tutto posso in colui che mi dà la forza. Dio, nella sua infinita bontà, ha stabilito di utilizzare degli strumenti inetti. E l'apostolo non ha altra scelta che lasciare agire il Signore, offrendosi, interamente disponibile, affinché Dio realizzi — servendosi delle sue creature, dell'anima prescelta — la sua opera salvifica.
E’ Gesù che passa, 120

Ingigantisci la tua fede nella Sacra Eucaristia. Riémpiti di stupore davanti a questa ineffabile realtà!: abbiamo Dio con noi, possiamo riceverlo ogni giorno e, se lo vogliamo, parliamo intimamente con Lui, come si parla con l'amico, come si parla con il fratello, come si parla con il Padre, come si parla con l'Amore.
Forgia, 268

Avvicinarsi un po' di più a Dio vuol dire essere disposto a una nuova conversione, a una nuova rettifica, ad ascoltare attentamente le sue ispirazioni — i santi desideri che fa germogliare nelle nostre anime —, e a metterli in pratica.
Forgia, 32

Apostolato
Leggiamo ancora una volta questo testo ben noto, ma sempre nuovo e attuale: «È stato dato a me ogni potere nel cielo e sulla terra. Andate, dunque, ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutte le cose che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo» (Mt XXVIII, 18-20).
La Chiesa Nostra Madre, 29

Ancora risuona nel mondo quel grido divino: “Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e che altro voglio, se non che divampi?”. —Eppure, vedi: è quasi tutto spento...
Non ti viene voglia di propagare l'incendio?
Cammino, 801