San Josemaría
Testi di san Josemaría

L'Ascensione

Tag: Apostolato, Gesù Cristo
Gli undici discepoli, intanto, andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro fissato. Quando lo videro, gli si prostrarono innanzi; alcuni però dubitavano. E Gesù, avvicinatosi, disse loro: “Mi è stato dato ogni potere in cielo e in terra. Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato. Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 16-20).

“Avrete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi e mi sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino agli estremi confini della terra”. Detto questo, fu elevato in alto sotto i loro occhi e una nube lo sottrasse al loro sguardo (At 1, 8-9).

Una grande missione: la corredenzione
«Cristo è asceso al Cielo, ma ha concesso a tutte le realtà umane oneste la possibilità concreta di essere redente […]. Non mi stancherò, pertanto, di ripetere che il mondo può essere santificato e che a noi cristiani tocca, in modo particolare, questo compito: purificare il mondo dalle occasioni di peccato con cui gli uomini lo imbrattano, e offrirlo al Signore come ostia spirituale, presentata e dignificata dalla grazia di Dio e dal nostro impegno. A rigore, non si danno realtà nobili che siano tali in senso esclusivamente profano, dal momento che il Verbo si è degnato di assumere integralmente la natura umana e di consacrare la terra con la sua presenza e con il lavoro delle sue mani. La grande missione che riceviamo nel battesimo è la corredenzione. La carità di Cristo ci spinge a caricare su di noi parte del compito divino di riscattare le anime.

Non possiamo restare con le braccia conserte
[…] Ci attende un grande compito. Non è possibile un contegno passivo, perché il Signore ha dichiarato espressamente: Negoziate, finché io torni. Mentre attendiamo il ritorno del Signore che verrà a prendere pieno possesso del suo Regno, non possiamo restare con le braccia conserte. L’espansione del Regno di Dio non è soltanto compito ufficiale di quei membri della Chiesa che rappresentano Cristo, perché hanno ricevuto da lui i poteri sacri. Vos autem estis corpus Christi (1 Cor 12, 27), anche voi siete corpo di Cristo, ci ammonisce l’Apostolo, e avete ricevuto il mandato preciso di “negoziare” fino alla fine.

Rimane tanto da fare. Forse che in venti secoli non si è fatto nulla? In venti secoli si è lavorato molto. Non mi sembra né oggettiva né onesta la smania di taluni di denigrare il lavoro di quelli che ci hanno preceduto. In venti secoli è stato fatto molto lavoro, e spesso si è lavorato molto bene. Non sono mancati errori e cedimenti; ma anche ora vi sono situazioni di regresso, paure, incertezza, pur non mancando, al tempo stesso, coraggio e generosità. Ma la famiglia umana si rinnova continuamente; ad ogni generazione è necessario consolidare l’impegno di aiutare l’uomo a scoprire la grandezza della sua vocazione di figlio di Dio, è necessario comunicare il precetto dell’amore a Dio creatore e al prossimo».
È Gesù che passa, 120-121

Con diritto di cittadinanza
«Io non parlo mai di politica. Quando penso al compito dei cristiani sulla terra non lo vedo come lo scaturire di un movimento politico-religioso: considero questa pretesa una pazzia, anche quando la si rivesta del buon proposito di infondere lo spirito di Cristo in tutte le attività umane. Si tratta piuttosto di aiutare ciascuno, chiunque esso sia, a mettere il proprio cuore in Dio. Cerchiamo dunque di parlare a ogni singolo cristiano, affinché là dove si trova – nelle circostanze che non dipendono soltanto dalla sua posizione nella Chiesa o nella vita civile, ma anche dalle mutevoli situazioni storiche – sappia dare testimonianza, con l’esempio e la parola, della fede che professa.

Come uomo, il cristiano ha pieno diritto di cittadinanza nel mondo. Se poi accetta che Cristo viva e regni nel suo cuore, l’efficacia salvifica del Signore si manifesterà in tutte le sue opere: poco importa che esse siano rilevanti o modeste, perché agli occhi di Dio una vetta umana può essere bassezza, e quel che chiamiamo umile o modesto può essere un vertice cristiano di santità e di servizio».
È Gesù che passa, 183