Documentazione
Racconti
«Signora, che sia!», «Domina, ut sit!»
Andrés Vázquez de Prada

Josemaría Escrivá nel seminario di Saragozza
Quando da seminarista andava a far visita al Pilar doveva spesso fare la coda con gli altri fedeli prima di riuscire a baciare il tratto di colonna non rivestito, consunto dalle labbra di generazioni e generazioni di cristiani. Lì, nella Santa Cappella, ripeteva le sue insistenti giaculatorie: «Domine, ut sit!», che sia ciò che Tu vuoi e che io ignoro! E così pure, rivolto alla Santissima Vergine: «Domina, ut sit!» (1).
Non contento di baciare la colonna, desiderava avvicinarsi alla sacra immagine. A quanto raccontò poi, alcuni mesi prima si era avvalso di uno stratagemma per riuscirci, perché era consentito baciare il manto che rivestiva l'immagine solo ai bambini e alle autorità:

Statuetta della Madonna del Pilar che Josemaria conservava a Saragozza
A Lei affidavo in quegli anni la mia preghiera
L'Ispettore del seminario aveva in camera sua, al S. Carlo, una riproduzione in gesso di quell'immagine. Non valeva granché. Proveniva dal famiglio del Cardinal Soldevila e ad essa ricorreva chiedendo, in maniera incessante, la sua mediazione perché si compisse quanto prima la Volontà divina:

Base della statuetta della Madonna del Pilar dove San Josemaría incise la giaculatoria Domina, Ut sit!, con la punta di un chiodo
La sua preghiera era così insistente che si mise a incidere la giaculatoria, con la punta di un chiodo, sulla base della statuetta che rimase a Saragozza quando Josemaría dovette andarsene di lì. E non la rivide fino al 1960, a Roma, quando una delle sue figlie dell'Opus Dei gli mostrò una statuetta della Madonna del Pilar che era rimasta fino ad allora in casa di un suo parente, a Saragozza. Gliela facevano avere a Roma – raccontò poi lui stesso perché era stata sua:

Statuetta della Madonna del Pilar, adesso nella sede centrale dell'Opus Dei a Roma
Il fatto è che molte volte, figli miei, il Signore mi umilia. Mentre a volte mi dà una straordinaria chiarezza, molte altre volte me la toglie, perché non abbia alcuna sicurezza in me stesso. Poi viene e mi concede qualche zuccherino.
Vi avevo parlato molte volte dei presentimenti, anche se talvolta pensavo: Josemaría, forse hai ingannato, hai mentito... Quella statuetta era la materializzazione della mia preghiera di molti anni e di cui vi avevo parlato tante volte» (4).
Note:
(1).- Lettera 29-XII-1947 / 14-II-1966, n. 19.
I seminaristi del S. Francesco di Paola editarono nel 1924 un numero della rivista La Verdad (La Verità), con la collaborazione dell'Ispettore, da quanto riferisce Agustín Callejas: <
Dalla descrizione non è facile capire a quale articolo si riferisca, dato che le firme sono pseudonime. Ma è interessante rilevare che vi si trova una lunga poesia su “La venuta della Madonna del Pilar”, firmata Il Trovatore, e che nella presentazione redazionale della rivista si legge: <
(2).- Recuerdos del Pilar (in "El Noticiero", Saragozza 11-X-1970); cfr anche AGP, RHF, P03 1978, pp. 21-22.
(3).- J. Escrivá de Balaguer, La Virgen del Pilar, nel Libro de Aragón, op. cit., p. 97.
(4).- AGP, P03 1975, pp. 222-223; cfr anche Alvaro del Portillo, Sum. 141; Javier Echevarría, Sum. 2556; Jesús Alvarez Gazapo, Sum. 4281.
Il cugino, Pascual Albás Llanas, attesta: <
Fra gli altri resoconti del fatto cfr, ad esempio, quello di Encarnación Ortega:
<
Elenco dei contenuti
- 1965. Vacanze in Toscana
- 1967. Vacanze in Abruzzo
- Estati senza amaca
- Racconto della morte di San Josemaría. Cerco il tuo volto!
- Locuzioni divine
- «Signora, che sia!», «Domina, ut sit!»
- Con le famiglie dei suoi figli
- Il salto dell’Atlantico
- 31 marzo: Gesù viene a vivere con noi
- Josemaría Escrivá, Sacerdote di Gesù Cristo
- Un 19 marzo
- Una guerra fratricida: 1936-1939
- Dopo la guerra: Perdono e reconciliazione
- 16 febbraio, 1932: Le opere sono amore, non i bei ragionamenti
- "Se hai bisogno di me, chiamami"
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