Testimonianze
Giovanni Paolo II
Il cristiano è necessariamente ottimista, poiché sa che è figlio di Dio in Cristo.
7 Ottobre 2002
Il Signore gli fece comprendere profondamente il dono della nostra filiazione divina. Egli insegnò a contemplare il volto tenero di un Padre nel Dio che ci parla attraverso le più diverse vicissitudini della vita. Un Padre che ci ama, che ci segue passo a passo e ci protegge, ci comprende e attende da ognuno di noi la risposta dell'amore. La considerazione di questa presenza paterna, che lo accompagna ovunque, dà al cristiano una fiducia incrollabile; in ogni momento deve confidare nel Padre celeste. Non si sente mai solo e non ha paura. Nella Croce — quando si presenta — non vede un castigo, bensì una missione affidata dal Signore stesso. Il cristiano è necessariamente ottimista, poiché sa che è figlio di Dio in Cristo.Roma, 7 Ottobre 2002

Elenco dei contenuti
- Potevo essere un buon cristiano, un tifoso del Peñarol e un politico del “Partido colorado”
- Un goal dedicato a Dio
- Lavorando con la moda
- Giovanni Paolo II
- La radiodermite risultò guarita
- Basta mettere tanto amore nelle azioni di ogni giorno
- Lo spirito dell’Opera non è qualcosa di nuovo
- Montserrat Caballé, soprano, Spagna
- Card. François-Xavier Nguyên Van Thuân,
- Il fidanzamento: una “missione speciale” preparatoria al matrimonio.
- Card. Camillo Ruini
- Mons. Juan José Omella, attuale vescovo di Calahorra e La Calzada-Logroño
- Mons. Ricardo Blázquez, vescovo di Bilbao, Spagna
- Card. Paul Shan S. J., Vescovo della diocesi di Kaohsiung, Taiwan
- Per il messaggio di un’immaginetta
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