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Essere controcorrente senza sentirsi “contro” gli altri

Nadine Chirizzi, studentessa di Scienze della Comunicazione, e Bruno Mastroianni laureando in Filosofia

6 Ottobre 2009

Tag: Gioia, Amicizia, Gioventù, Fidanzamento
I giovani sono sempre stati nel cuore di Josemaría Escrivá. Il fondatore dell’Opus Dei vedeva in loro una grande speranza, una fiamma per incendiare il mondo di vita nuova.

Questo messaggio è stato raccolto da Nadine Chirizzi, studentessa di Scienze della Comunicazione, e Bruno Mastroianni laureando in Filosofia. Entrambi hanno ventiquattro anni, e da quasi sette sono fidanzati.

“Ci siamo conosciuti ai tempi del liceo - racconta Bruno - All’epoca io frequentavo un club dell’Opus Dei, ma non vivevo questa spiritualità. I club, infatti, hanno lo scopo di promuovere attività ricreative e culturali per i ragazzi, senza alcun obbligo di entrare nell’Opera. E’ stata proprio Nadine a consigliarmi di partecipare ad un ritiro spirituale. Fu un’esperienza molto bella. E così nacque in me il desiderio di conoscere meglio gli insegnamenti di Josemaría Escrivá”.

“Ho dato questo consiglio a Bruno - spiega Nadine - perché io, prima di lui, avevo partecipato ai ritiri dell’Opus Dei. Mi erano stati utili, e quindi ho sentito il desiderio di trasmettere il valore di questa esperienza anche al mio fidanzato”.

E’ stato l’inizio di una crescita?
BRUNO: A poco a poco, mi sono reso conto che il messaggio di Josemaría Escrivá era perfettamente in sintonia con la mia vita. Mi piaceva l’idea che fosse possibile santificarsi senza isolarsi dal mondo. Studiando, lavorando, e anche divertendosi...

NADINE: E’ anche bello avere la consapevolezza dei propri difetti e comprendere i limiti della nostra umanità. Questo ci spinge a cercare costantemente il dialogo con tutti, senza sentirci superiori a nessuno. La ‘marcia in più’ sta nella scoperta dell’amore di Dio, che può aiutarci nel cammino della santificazione personale.

Quanto è importante, per i giovani, ‘santificare lo studio’?
BRUNO: E’ importante per riuscire a dare, un domani, un contributo alla società attraverso il proprio lavoro. E poi, c’è un altro aspetto da considerare. Ottenere buoni risultati nello studio significa conquistare la stima dei colleghi dell’università. Questo può favorire la possibilità di conoscere nuovi amici, ai quali comunicare la scoperta dell’amore di Dio. Chi trova la felicità, non può tenersela per sé. Deve donarla agli altri. Ed è ancora più bello essere amici, quando si condividono esperienze così profonde.

NADINE: Santificare lo studio significa anche essere disponibili nei confronti dei colleghi che hanno bisogno d’aiuto. Ad esempio, prestare i propri appunti ad un’amica. Può sembrare un cosa banale, ma ha un valore immenso. Nell’università, a volte, c’è competizione e non è facile trovare qualcuno che ti aiuti. Certi piccoli gesti possono favorire l’amicizia ed aprire il cuore delle persone. In questo modo i colleghi trovano la voglia di parlare e di confidarsi. Ciò aiuta ad essere più ottimisti e a scoprire che intorno a noi c’è tanta gente in gamba, più di quanta noi possiamo immaginare.

Questo è vero. Eppure, il mondo degli adulti continua a sottovalutare i giovani e ad offrire loro proposte di scarso livello. Basta accendere la TV per accorgersi di come certi programmi per ragazzi siano banali e di cattivo gusto. E’ possibile non lasciarsi massificare da certa non-cultura dominante e mantenere una propria identità?
NADINE: Bisogna trovare la forza d’andare controcorrente. E’ giusto rifiutare certi comportamenti, anche se sono di moda. Ed è necessario offrire delle motivazioni a sostegno delle nostre scelte, basandosi sul vissuto. A me aiuta molto ricordare ciò che ci ha insegnato Josemaría Escrivá: la consapevolezza di essere figli di Dio. Quindi, per fare un esempio, è giusto evitare certe discoteche perché non sono luoghi adatti ad una figlia di Dio. E poi, è importante riuscire a stimolare una riflessione nelle persone che frequentiamo. Aiutare i nostri amici a non ‘bere’ passivamente tutto ciò che viene proposto dalle mode. La domanda da porsi é: sono veramente felice? Sono veramente libero? Cominciamo a creare delle alternative a ciò che viene offerto da certa non-cultura dominante.

BRUNO: Oltre a questo, Josemaría Escrivá ci ha insegnato una cosa fondamentale: amare il mondo appassionatamente. Bisogna essere controcorrente senza sentirsi “contro’ gli altri. E’ necessario impegnarsi per creare un ambiente in cui le persone possano realmente essere felici. Può succedere, ad esempio, che alcuni giovani abbiano una visione distorta della sessualità, finalizzata soltanto al piacere personale. Ciò accade anche per colpa dei mezzi di comunicazione, che spesso propongono dei modelli falsi e ingannevoli. Ma la sessualità, nel suo significato originale voluto da Dio, è una cosa bellissima. Bisogna, semplicemente, aiutare i ragazzi a ricondurla nei giusti binari. In questo modo, potranno davvero essere felici.

Che cosa significa, realmente, essere felici e divertirsi?
NADINE: Riscoprire la gioia delle piccole cose. Per divertirsi, non è necessario lasciarsi travolgere da esperienze sconvolgenti. E’ sufficiente fare delle cose belle, anche semplici, valorizzando la poesia della vita quotidiana. Ad esempio: una gita, una passeggiata o una cena in casa d’amici, che permetta di dialogare e di incontrarsi nel senso più autentico della parola.

E’ importante che i giovani coltivino le virtù umane?
BRUNO: Sì, ma devono farlo nel modo giusto. La virtù dev’essere sempre attraente, affinché gli altri possano coglierne la bellezza. Una persona troppo precisa può diventare anche insopportabile. Penso, ad esempio, a quel personaggio di un film di Carlo Verdone che angosciava la moglie con la sua vita perfettamente programmata. La vera virtù non è questa. E’ qualcosa che deve far sentire bene gli altri.

Josemaría Escrivá, nel corso della sua vita, si è dedicato moltissimo ai giovani. Voi, personalmente, quale amore sentite d’aver ricevuto dal fondatore dell’Opus Dei?
BRUNO: Io penso spesso alla storia dei primi anni dell’Opera, quando il fondatore era circondato da pochi ragazzi decisi a mettere in gioco la vita. Lui ha sempre scommesso molto sui giovani, aprendo loro delle grandissime prospettive. Per questa ragione, diceva sempre: ‘Sognate e la realtà supererà i vostri sogni’.

NADINE: L’amore di Josemaría Escrivá per i giovani è lo stesso che sa trasmetterci il Papa. La sua grande fiducia. Il suo credere che possiamo essere, realmente, il futuro del mondo.
06-10-2002