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Documenti della Santa Sede
Decreto pontificio con cui si riconosce un miracolo attribuito a Josemaría Escrivá
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Negli straordinari frutti suscitati in tutte le latitudini dal suo messaggio, plasmato in realtà pastorale solida ed organica, il Signore gli concesse di contemplare la mirabile fecondità salvifica che, dalla ricerca della pienezza dell’unione con Cristo nelle attività ordinarie, si sprigiona per la cristianizzazione ab intra del mondo.
Alla sua morte, innumerevoli voci si levarono in ogni Paese a testimoniare l’eroismo di cui dette prova nell’intero arco della sua vita. Assolte dunque tutte le prescrizioni giuridiche, il 9 aprile 1990 il Santo Padre Giovanni Paolo II si degnò di emanare il decreto sull’esercizio eroico delle virtù del Servo di Dio.
Decine di migliaia di favori, spirituali e materiali, alcuni dei quali palesemente straordinari, vennero ben presto a confermare la profondità della sua fama di santità ed il suo potere di intercessione presso Dio. Fra le guarigioni prodigiose a lui attribuite, spicca quella di Suor Concepción Boullón Rubio, Carmelitana della Carità, di anni 70: trovandosi ormai in punto di morte, in una notte di giugno del 1976, in seguito alle invocazioni rivolte al Servo di Dio, la religiosa guarì in modo repentino, perfetto e duraturo da una malattia la cui diagnosi è stata così descritta dalla Consulta Medica della Congregazione delle Cause dei Santi: “Lipocalcinogranulomatosi tumorale in soggetto di razza bianca con localizzazioni multiple dolenti e invalidanti, con volume massimo di un’arancia a livello della spalla sinistra”. A tale malattia si aggiungeva una patologia concomitante, diagnosticata nei seguenti termini dalla Consulta Medica: “Stato cachettico in paziente con ulcera gastrica ed ernia iatale complicata da grave anemia ipocromica”. Questa seconda infermità migliorò, anch’essa in modo improvviso ed inspiegabile, nel momento in cui scomparvero le tumefazioni, fino a guarire definitivamente. La stessa Consulta ha stabilito che la prognosi era gravemente infausta quoad vitam e quoad valetudinem.
Su tale prodigiosa guarigione, dal 21 gennaio al 3 aprile 1982, presso la Curia Arcivescovile di Madrid, fu istruito un Processo Cognizionale che ebbe il decreto di validità della Congregazione delle Cause dei Santi il 20 novembre 1984.
Secondo le prescrizioni del diritto, il caso fu sottoposto in primo luogo all’esame dell’anzidetta Consulta Medica che, nella Seduta del giorno 30 giugno 1990, concluse all’unanimità che la guarigione di Suor Concepción Boullón Rubio non è spiegabile in base alle capacità della natura.
Quindi la sanazione passò al vaglio della discussione teologica: dapprima nel Congresso Peculiare dei Consultori Teologi, svoltosi il giorno 14 luglio 1990 sotto la direzione del Rev.mo Mons. Antonio Petti, Promotore Generale della Fede; quindi, il giorno 18 giugno 1991, nella Congregazione Ordinaria dei Padri Cardinali e Vescovi, in cui fu Ponente l’Em.mo e Rev.mo Card. Edouard Gagnon e che si riunì nel Palazzo Apostolico. Entrambi gli organismi dettero risposta positiva unanime al dubbio circa la consistenza del miracolo e la sua attribuzione al Venerabile Josemaría Escrivá de Balaguer. Ricevuta, da parte del sottoscritto Cardinale Prefetto, accurata e fedele relazione di tutto ciò che è stato sopra esposto, il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, accogliendo e ratificando i voti della Congregazione, ha ordinato che venisse preparato il decreto sulla predetta prodigiosa guarigione.
Compiuta tale disposizione e convocati in data odierna il Cardinale Prefetto, il Ponente della Causa, il sottoscritto Segretario e altri secondo la consuetudine, alla loro presenza il Santo Padre ha dichiarato: Esistono le prove del miracolo operato da Dio, mediante l’intercessione del Venerabile suo Servo Josemaría Escrivá de Balaguer, Sacerdote, fondatore della Società Sacerdotale della Santa Croce e dell’Opus Dei, vale a dire della guarigione istantanea, perfetta e duratura di Suor Concepción Boullón Rubio, Carmelitana della carità, da lipocalcinogranulomatosi tumorale in soggetto di razza bianca con localizzazioni multiple dolenti e invalidanti, con volume massimo di un’arancia a livello della spalla sinistra; e da stato cachettico in paziente con ulcera gastrica ed ernia iatale complicata da grave anemia ipocromica.
Il Santo Padre ha disposto che questo decreto sia reso di pubblica ragione e riportato negli atti della Congregazione delle Cause dei Santi.
Dato a Roma, li 6 luglio 1991.
L.+ S.
Angelo Card. Felici, Prefetto
Edoardo Nowak, Arciv. tit. di Luni, a Secretis
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