Per i più giovani
Davanti alla Vergine Maria

© Paulina Mönckeberg
Quando fu un po’ più grandicello, i genitori gli insegnarono a recitare l’Angelus.
Ogni giorno, appena l’orologio batteva le 12, il Piccolo Orologiaio (l’angelo custode di Josemaria) svolazzava avanti e indietro molto eccitato per ricordare alla famiglia la recita dell’Angelus: l’arcangelo Gabriele non li avrebbe mai perdonati se si fossero scordati!
A maggio, il mese di Maria, tutti portavano fiori alla Madonna. Anche Josemaria stringeva un mazzo di fiori. Li appoggiava di fronte alla statua della Madre celeste, sorridendole per mostrarle quanto amore accompagnava quei fiori.
I Signori Escrivà erano molto devoti e insegnavano ai figli la stessa devozione. Tutte le volte che passavano davanti ad una immagine o una statuetta della Madonna in casa o fuori, le lanciavano uno sguardo amoroso e formulavano parole di gratitudine nel loro cuore.
Josemaria aveva imparato tutto velocemente; l’Angioletto Custode, il Piccolo Orologiaio, lo aiutava a ricordare tutto. “Guardala, Josemaria” gli sussurrava, “e dille che le vuoi bene. Proprio là, nel quadro sul muro”.
E così il piccolo Josemaria prese l’abitudine di salutare nostra Signora e di rivolgerle delle piccole preghiere come “Benedetta sia la tua purezza” e “Dolce cuore di Maria!”.
E allora il Piccolo Orologiaio aggiungeva, “ora mandale un bacio”.
Tutto era facile per Josemaria. Si comportava alla stessa maniera con la sua mamma. Fin da piccolo non usciva mai di casa senza averla salutata con un bacio. Per questo trovava naturale fare la stessa cosa con la nostra Madre celeste.
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