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Che cos'è il peccato?

Tag: Dottrina, Anno della fede
Con il racconto della disobbedienza, per istigazione del serpente, al comando divino di non mangiare del frutto dell'albero proibito (Gn 3, 1-13), la Sacra Scrittura insegna che i nostri progenitori si ribellarono a Dio, cedendo alla tentazione di voler essere come Dio.

L'uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore (Gn 3,1-13) e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio. In ciò è consistito il primo peccato dell'uomo (cfr. Rm 5,19). In seguito, ogni peccato sarà una disobbedienza a Dio e una mancanza di fiducia nella sua bontà.
Catechismo della Chiesa Cattolica, 397

Che cos'è il peccato? Perché esiste il peccato? È una condanna? Che conseguenze ha nel mondo? Come si cancella il peccato originale? Dio continua ad amare l'uomo nonostante il peccato? Che conseguenze ha il peccato per l'essere umano? L'uomo può liberarsi dal peccato con le sue sole forze? Perché dopo il Battesimo si torna a peccare? Come si può evitare il peccato?


Incisione anonima del  XIX  secolo, che rappresenta l'espulsione di Adamo ed Eva dal Paradiso
Incisione anonima del XIX secolo, che rappresenta l'espulsione di Adamo ed Eva dal Paradiso
1. Che cos'è il peccato originale? Quando è successo?

La Scrittura mostra le conseguenze drammatiche di questa prima disobbedienza. Adamo ed Eva perdono immediatamente la grazia della santità originale (cfr. Rm 3,23). Hanno paura di quel Dio (cfr. Gn 3,9-10) di cui si sono fatti una falsa immagine, quella cioè di un Dio geloso delle proprie prerogative (cfr.Gn 3,5).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 399

L'armonia nella quale essi erano posti, grazie alla giustizia originale, è distrutta; la padronanza delle facoltà spirituali dell'anima sul corpo è infranta (cfr. Gn 3,7); l'unione dell'uomo e della donna è sottoposta a tensioni (cfr. Gn 3,11-13); i loro rapporti saranno segnati dalla concupiscenza e dalla tendenza all'asservimento (cfr. Gn 3,16). L'armonia con la creazione è spezzata: la creazione visibile è diventata aliena e ostile all'uomo (cfr. Gn 3,17.19). A causa dell'uomo, la creazione è soggetta alla schiavitù della corruzione (Rm 8,21). Infine, la conseguenza esplicitamente annunziata nell'ipotesi della disobbedienza (cfr. Gn 2,17) si realizzerà: l'uomo tornerà in polvere, quella polvere dalla quale è stato tratto (Gn 3,19). La morte entra nella storia dell'umanità (cfr. Rm 5,12).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 400

Contemplare il mistero

Qual è l'ostacolo alla 'divinizzazione buona'? È la superbia, il peccato capitale che conduce alla 'divinizzazione cattiva'. La superbia induce a prestar fede, anche nelle questioni più insignificanti, all'inganno che Satana ordì ai danni dei nostri progenitori: Quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male. Nella Scrittura si legge anche che principio della superbia umana è allontanarsi dal Signore . Tale vizio, se mette radici, perverte tutta l'esistenza dell'uomo, fino a diventare ciò che l'Apostolo Giovanni chiama superbia vitae, superbia della vita. Superbia? Di che cosa? La Sacra Scrittura impiega termini tragici e ironici al tempo stesso per bollare la superbia: perché mai si insuperbisce chi è terra e cenere? Anche da vivo le sue viscere sono ripugnanti. La malattia sembra leggera, il medico sorride; l'uomo che oggi è re, domani sarà morto.
Amici di Dio, 99

Per il sentiero dell’umiltà si va dappertutto..., e fondamentalmente in Cielo.
Solco, 282


2. Perché esiste il peccato?

Dio ha creato l'uomo a sua immagine e l'ha costituito nella sua amicizia. Creatura spirituale, l'uomo non può vivere questa amicizia che come libera sottomissione a Dio. Questo è il significato del divieto fatto all'uomo di mangiare dell'albero della conoscenza del bene e del male, «perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti» (Gn 2,17). «L'albero della conoscenza del bene e del male» (Gn 2,17) evoca simbolicamente il limite invalicabile che l'uomo, in quanto creatura, deve liberamente riconoscere e con fiducia rispettare. L'uomo dipende dal Creatore, è sottomesso alle leggi della creazione e alle norme morali che regolano l'uso della libertà.
Catechismo della Chiesa Cattolica, 396
L'albero della conoscenza del bene e del male evoca simbolicamente il limite invalicabile che l'uomo, in quanto creatura, deve liberamente riconoscere e con fiducia rispettare

L'uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore (Gn 3,1-13) e, abusando della propria libertà, ha disobbedito al comandamento di Dio. In ciò è consistito il primo peccato dell'uomo (cfr. Rm 5,19). In seguito, ogni peccato sarà una disobbedienza a Dio e una mancanza di fiducia nella sua bontà.
Catechismo della Chiesa Cattolica, 397

Contemplare il mistero

Per amore alla libertà, ci leghiamo. Soltanto la superbia può credere che quei legami siano pesanti come catene. La vera umiltà, insegnataci da Colui che è mite e umile di cuore, ci assicura che il suo giogo è soave e il suo peso leggero: il giogo è la libertà, il giogo è l'amore, il giogo è l'unità, il giogo è la Vita che Egli ci ha acquistato sulla Croce.
Amici di Dio, 31

La santa Chiesa, nostra Madre, si è sempre pronunciata a favore della libertà, e ha respinto tutti i fatalismi, vecchi e nuovi. Ha sempre insegnato che ogni anima è padrona del suo destino, nel bene come nel male: E coloro che non si allontanarono dal bene, andranno alla vita eterna; coloro che avranno commesso il male, al fuoco eterno. È impressionante questo tremendo potere, tuo, mio, di tutti, che rivela nel contempo la nostra dignità. A tal punto il peccato è un male volontario, che non potrebbe affatto essere peccato se non avesse principio nella volontà: questa affermazione è così evidente, che su di essa concordano i pochi saggi e i molti ignoranti che popolano il mondo. Di nuovo innalzo il mio cuore in rendimento di grazie al mio Dio e mio Signore, perché avrebbe potuto benissimo crearci impeccabili, dandoci un impulso irresistibile verso il bene, ma reputò che i suoi servi l'avrebbero meglio servito se fossero stati liberi di farlo.
Amici di Dio, 33

Dio da principio creò l'uomo e lo lasciò in balìa del suo proprio volere (Sir 15, 14). Ciò non sarebbe possibile se non avesse libertà di scelta. Siamo responsabili davanti a Dio di tutte le azioni che compiamo liberamente. Non c'è posto per l'anonimato; l'uomo si trova di fronte al suo Signore, e sta alla sua volontà decidere di vivere da amico o da nemico. Questo è l'inizio del cammino della lotta interiore, che è compito di tutta la vita, perché finché dura il nostro passaggio sulla terra nessuno può dire di aver raggiunto la pienezza della propria libertà.
Amici di Dio, 36


3. Il peccato originale è una condanna? Quali sono le sue conseguenze nel mondo?

San Paolo lo afferma: «Per la disobbedienza di uno solo, tutti sono stati costituiti peccatori» (Rm 5,19); «Come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato...» (Rm 5,12). All'universalità del peccato e della morte l'Apostolo contrappone l'universalità della salvezza in Cristo: «Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l'opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita» (Rm 5,18).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 402

Sulle orme di san Paolo, la Chiesa ha sempre insegnato che l'immensa miseria che opprime gli uomini, la loro inclinazione al male e l'ineluttabilità della morte non si possono comprendere senza il loro legame con la colpa di Adamo e prescindendo dal fatto che egli ci ha trasmesso un peccato dal quale tutti nasciamo contaminati e che è «morte dell'anima» (Concilio di Trento: DS 1512).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 403

Contemplare il mistero

Il mondo è buono: il peccato di Adamo ruppe la divina armonia del creato, ma Dio ha inviato suo Figlio Unigenito a ristabilire la pace. E così noi, divenuti figli di adozione, possiamo liberare la creazione dal disordine e riconciliare tutte le cose con Dio.
È Gesù che passa, 112

Lo ha redento dal peccato —dal peccato di Adamo, che ricadde su tutta la sua discendenza, e dai peccati personali di ciascuno— e desidera ardentemente dimorare nella nostra anima: Se uno mi ama osserverà la mia parola, e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui.
È Gesù che passa, 84

Quanto sono grandi l'amore, la misericordia di Dio nostro Padre! Di fronte all'evidenza delle sue 'divine pazzie' per i suoi figli, vorrei avere mille bocche, mille cuori, e più ancora, per poter vivere in continua lode a Dio Padre, a Dio Figlio, a Dio Spirito Santo. Pensate che l'Onnipotente, colui che con la sua Provvidenza regge l'Universo, non vuole dei servi forzati; preferisce avere dei figli liberi. Ha messo nell'anima di ciascuno di noi —anche se nasciamo proni ad peccatum inclini al peccato, per la caduta dei nostri progenitori— una scintilla della sua infinita intelligenza, l'attrazione verso il bene, un desiderio di pace duratura. E ci fa capire che la verità, la felicità e la libertà si raggiungono quando ci sforziamo di far germogliare in noi questo seme di vita eterna.
Amici di Dio, 33


4. Perché tutti siamo coinvolti nel peccato di Adamo?

La verità, la felicità e la libertà si raggiungono quando ci sforziamo di far germogliare in noi questo seme di vita eterna
Tutti gli uomini sono coinvolti nel peccato di Adamo, così come tutti sono coinvolti nella giustizia di Cristo. Tuttavia, la trasmissione del peccato originale è un mistero che non possiamo comprendere appieno. Sappiamo però dalla Rivelazione che Adamo aveva ricevuto la santità e la giustizia originali non soltanto per sé, ma per tutto il genere umano: cedendo al tentatore, Adamo ed Eva commettono un peccato personale, ma questo peccato intacca la natura umana, che essi trasmettono in una condizione decaduta (Cfr. Concilio di Trento: DS 1511-1512). Si tratta di un peccato che sarà trasmesso per propagazione a tutta l'umanità, cioè con la trasmissione di una natura umana privata della santità e della giustizia originali. Per questo il peccato originale è chiamato « peccato » in modo analogico: è un peccato «contratto» e non «commesso», uno stato e non un atto.
Catechismo della Chiesa Cattolica, 404

Contemplare il mistero

Non dobbiamo stupircene. Trasciniamo in noi stessi —conseguenza della natura caduta— un principio di opposizione, di resistenza alla grazia: sono le ferite del peccato originale, esacerbate dai nostri peccati personali. Pertanto, dobbiamo intraprendere quelle ascensioni, quei compiti divini e umani di ogni giorno —che sempre sfociano nell'Amore di Dio—, con umiltà, con cuore contrito, fiduciosi nell'assistenza divina, e tuttavia dedicando ad essi le nostre migliori energie, come se tutto dipendesse da noi.
Amici di Dio, 214

Il Dio della nostra fede non è un essere lontano, che contempla impassibile la sorte degli uomini: le loro fatiche, le loro lotte, le loro angosce. È un padre che ama i suoi figli fino al punto di inviare il Verbo, Seconda Persona della Santissima Trinità, affinché si incarni, muoia per noi e ci redima. È lo stesso Padre affettuoso che adesso ci attrae dolcemente a sé con l'azione dello Spirito Santo che abita nei nostri cuori.
È Gesù che passa, 84


5. Come si cancella il peccato originale?

«La remissione dei peccati nella Chiesa avviene innanzi tutto quando l'anima professa per la prima volta la fede. Con l'acqua battesimale, infatti, viene concesso un perdono talmente ampio che non rimane più alcuna colpa — né originale né ogni altra contratta posteriormente — e viene rimessa ogni pena da scontare. La grazia del Battesimo, peraltro, non libera la nostra natura dalla sua debolezza; anzi non vi è quasi nessuno» che non debba lottare «contro la concupiscenza, fomite continuo del peccato» (Catechismo Romano, 1, 11, 3).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 978

Sulle orme di san Paolo la Chiesa ha sempre insegnato che l'immensa miseria che opprime gli uomini, la loro inclinazione al male e l'ineluttabilità della morte non si possono comprendere senza il loro legame con la colpa di Adamo e prescindendo dal fatto che egli ci ha trasmesso un peccato dal quale tutti nasciamo contaminati e che è «morte dell'anima». Per questa certezza di fede, la Chiesa amministra il Battesimo per la remissione dei peccati anche ai bambini che non hanno commesso peccati personali.
Catechismo della Chiesa Cattolica, 403

Contemplare il mistero

È meravigliosa questa maternità soprannaturale della Chiesa, conferitale dallo Spirito Santo
La Chiesa ci santifica dal momento in cui, grazie al battesimo, entriamo nel suo seno. Appena nati alla vita naturale, possiamo già aver parte alla grazia santificante. «La fede di un altro, anzi di tutta la Chiesa, giova al bambino in virtù dell'operazione dello Spirito Santo che unisce la Chiesa e mette l'uno in comunicazione di beni con l'altro» [SAN TOMMASO, Summa theologiae, III, q. 68, a. 9, ad 2]. È meravigliosa questa maternità soprannaturale della Chiesa, conferitale dallo Spirito Santo. «La rigenerazione spirituale prodotta dal battesimo somiglia in qualche modo alla nascita fisica, nel senso che i bambini, come non prendono il cibo da sé quando sono ancora nel seno materno, ma vengono sostentati dal nutrimento della madre, così finché non hanno l'uso di ragione e vivono quasi nel seno della madre Chiesa, non si applicano la salvezza da sé stessi, ma per mezzo della Chiesa» [SAN TOMMASO, Summa theologiae, III, q. 68, a. 9, ad 1].
La Chiesa nostra Madre, 31

Vorrei ora che considerassimo insieme quella sorgente di grazia divina, quella meravigliosa manifestazione della misericordia di Dio che sono i Sacramenti. Meditiamo lentamente la definizione che di essi dà il Catechismo di san Pio V: Segni sensibili che producono la grazia, e al tempo stesso la manifestano, come ponendola dinanzi agli occhi (Catechismo romano del Concilio di Trento, II, cap. I, 3). Dio Nostro Signore è infinito, il suo amore è inesauribile, la sua clemenza e la sua pietà verso di noi non hanno limiti: e benché ci conceda la sua grazia in tanti altri modi, ha istituito espressamente e liberamente — solo Lui poteva farlo — quei sette segni efficaci per mezzo dei quali, in modo stabile, semplice e accessibile a tutti, gli uomini possono partecipare ai meriti della Redenzione.
È Gesù che passa, 78


6. Perché dopo il Battesimo si torna a peccare?

Il peccato originale, sebbene proprio a ciascuno (Concilio di Trento: DS 1513), in nessun discendente di Adamo ha un carattere di colpa personale. Consiste nella privazione della santità e della giustizia originali, ma la natura umana non è interamente corrotta: è ferita nelle sue proprie forze naturali, sottoposta all'ignoranza, alla sofferenza e al potere della morte, e inclinata al peccato (questa inclinazione al male è chiamata «concupiscenza»). Il Battesimo, donando la vita della grazia di Cristo, cancella il peccato originale e volge di nuovo l'uomo verso Dio; le conseguenze di tale peccato sulla natura indebolita e incline al male rimangono nell'uomo e lo provocano al combattimento spirituale.
Catechismo della Chiesa Cattolica, 405

Contemplare il mistero

Mentre lotti — una lotta che durerà fino alla morte —, non escludere la possibilità che insorgano, violenti, i nemici di dentro e di fuori. E, come se questo peso non bastasse, a volte faranno ressa nella tua mente gli errori commessi, forse abbondanti. Te lo dico in nome di Dio: non disperare. Se ciò avviene — non deve succedere necessariamente, né sarà cosa abituale —, trasforma la prova in un'occasione per unirti maggiormente al Signore, perché Lui, che ti ha scelto come figlio, non ti abbandonerà. Permette la prova, per spingerti ad amare di più e farti scoprire con maggiore chiarezza la sua continua protezione, il suo Amore.
Amici di Dio, 214

Lui, che ti ha scelto come figlio, non ti abbandonerà
Il mondo, il demonio e la carne sono degli avventurieri che, approfittando della debolezza del selvaggio che c’è in te, vogliono che, in cambio del misero specchietto d'un piacere — che non vale niente —, tu consegni l'oro fino e le perle e i brillanti e i rubini imbevuti del sangue vivo e redentore del tuo Dio, che sono il prezzo e il tesoro della tua eternità.
Cammino, 708

Come sembra poco furbo il diavolo!, mi facevi notare. Non capisco la sua stupidità: sempre gli stessi trucchi, sempre le stesse falsità...— Hai proprio ragione. Però noi uomini siamo ancor meno furbi e non impariamo a fare esperienza dagli errori altrui... E satana conta su tutto questo, per tentarci.
Solco, 150


7. Dio continua ad amare gli uomini nonostante il peccato?

Riproduzione del
Riproduzione del "Ritorno del figliol prodigo", di Rembrandt.
Dopo la caduta, l'uomo non è stato abbandonato da Dio. Al contrario, Dio lo chiama (cfr. Gn 3,9), e gli predice in modo misterioso che il male sarà vinto e che l'uomo sarà sollevato dalla caduta (cfr. Gn 3,15). Questo passo della Genesi è stato chiamato «protovangelo», poiché è il primo annunzio del Messia redentore, di una lotta tra il serpente e la Donna e della vittoria finale di un discendente di lei.
Catechismo della Chiesa Cattolica, 410

Contemplare il mistero

Ma Dio è amore (1 Gv 4, 8). L'abisso di malizia che il peccato comporta è stato colmato da una carità infinita. Dio non abbandona gli uomini. Secondo i disegni divini, per riparare alle nostre mancanze, per ristabilire l'unità spezzata, non bastavano i sacrifici dell'antica Legge: era necessario il sacrificio di un Uomo che fosse anche Dio. Possiamo immaginare — per avvicinarci in qualche modo a questo insondabile mistero — che la Trinità, nella sua intima e ininterrotta relazione d'amore infinito, decida eternamente che il Figlio Unigenito di Dio Padre assuma la condizione umana, caricandosi delle nostre miserie e dei nostri dolori, per finire inchiodato a un legno.
È Gesù che passa, 95


8. Che cosa si intende quando si dice che Gesù Cristo ha vinto il peccato?

La Tradizione cristiana vede in questo passo un annunzio del «nuovo Adamo» (cfr. 1 Cor 15,21-22.45), che, con la sua obbedienza «fino alla morte di croce» (Fil 2,8), ripara sovrabbondantemente la disobbedienza di Adamo (cfr. Rm 5,19-20). Inoltre, numerosi Padri e dottori della Chiesa vedono nella Donna annunziata nel «protovangelo» la Madre di Cristo, Maria, come «nuova Eva». Ella è stata colei che, per prima e in una maniera unica, ha beneficiato della vittoria sul peccato riportata da Cristo: è stata preservata da ogni macchia di peccato originale (cfr. Pío IX: Bolla Ineffabilis Deus: DS 2803) e, durante tutta la sua vita terrena, per una speciale grazia di Dio, non ha commesso alcun peccato (cfr. Concilio di Trento: DS 1573).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 411

Liberazione e salvezza. Con la sua croce gloriosa Cristo ha ottenuto la salvezza di tutti gli uomini. Li ha riscattati dal peccato che li teneva in schiavitù. «Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi» (Gal 5,1). In lui abbiamo comunione con la verità che ci fa liberi (Gv 8,32). Ci è stato donato lo Spirito Santo e, come insegna l'Apostolo, «dove c'è lo Spirito del Signore c'è libertà» (2 Cor 3,17). Fin d'ora ci gloriamo della libertà dei figli di Dio (Rm 8,21).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 1741

Contemplare il mistero

La generosa dedizione di Cristo si scontra con il peccato, realtà dura da accettare, eppure innegabile: il mysterium iniquitatis, l'incomprensibile malvagità della creatura che per superbia si rivolta contro Dio. La storia è antica quanto l'umanità stessa: ricordiamo la caduta dei nostri progenitori, poi la catena di depravazioni che scandisce l'itinerario degli uomini nella storia, e infine le nostre ribellioni personali. Non è facile arrivare a cogliere tutta la perversità del peccato e comprendere ciò che ne dice la fede. Eppure, anche nelle cose umane, la gravità dell'offesa si misura dalla condizione dell'offeso, dal suo valore personale, dalla sua dignità sociale, dalle sue qualità. E l'uomo offende Dio: la creatura rinnega il Creatore.
È Gesù che passa, 95

Per salvare l'uomo, Signore, tu muori sulla Croce; e, tuttavia, per un solo peccato mortale, condanni l'uomo a un'eternità infelice di tormenti...: quanto ti offende il peccato, e quanto lo debbo odiare!
Solco, 1002


9. L'uomo può liberarsi dal peccato con le sue sole forze?

Il Battesimo conferisce a colui che lo riceve la grazia della purificazione da tutti i peccati. Ma il battezzato deve continuare a lottare contro la concupiscenza della carne e i desideri disordinati. Con la grazia di Dio giunge alla purezza del cuore.
Catechismo della Chiesa Cattolica, 2520

Contemplare il mistero

L'esperienza della nostra debolezza e delle nostre cadute, lo scandalo che può produrre la vista penosa della pochezza o addirittura della meschinità di taluni che si chiamano cristiani, l'apparente insuccesso e lo sbandamento di talune iniziative apostoliche, tutte queste cose — che rappresentano una verifica della realtà del peccato e dei limiti umani — possono però mettere a dura prova la nostra fede, tanto che possono insinuarsi la tentazione e il dubbio: dove sono la forza e il potere di Dio? È il momento di reagire, di esercitare in modo più puro e più energico la nostra speranza, e quindi di rendere più solida la nostra fedeltà.
È Gesù che passa, 128

È il momento di reagire, di esercitare in modo più puro e più energico la nostra speranza, e quindi di rendere più solida la nostra fedeltà.
San Pietro scrive: per mezzo di Gesù Cristo, Dio ci ha donato i beni grandissimi e preziosi che erano stati promessi, perché diventaste per loro mezzo partecipi della natura divina (2 Pt 1, 4). Questa nostra divinizzazione non significa smettere di essere umani... Uomini, sì, ma con orrore per il peccato grave. Uomini che aborriscono le mancanze veniali e che, pur avendo la quotidiana esperienza della propria debolezza, conoscono bene anche la fortezza di Dio. Così, nulla potrà trattenerci: né il rispetto umano, né le passioni, né la carne che si ribella perché siamo dei poco di buono, né la superbia, né... la solitudine. Un cristiano non è mai solo. Se ti senti abbandonato, è perché non vuoi guardare Cristo che ti passa così vicino... forse con la Croce.
Via Crucis, 6.3


10. Come mi perdona Dio quando l'offendo?

In tale combattimento contro l'inclinazione al male, chi potrebbe resistere con tanta energia e con tanta vigilanza da riuscire ad evitare ogni ferita del peccato? «Fu quindi necessario che nella Chiesa vi fosse la potestà di rimettere i peccati anche in modo diverso dal sacramento del Battesimo. Per questa ragione Cristo consegnò alla Chiesa le chiavi del regno dei cieli, in virtù delle quali potesse perdonare a qualsiasi peccatore pentito i peccati commessi dopo il Battesimo, fino all'ultimo giorno della vita» (Catechismo Romano, 1, 11, 4).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 979

Dettaglio del figlio abbraccciato dal padre, dal quadro di Rembrandt
Dettaglio del figlio abbraccciato dal padre, dal quadro di Rembrandt
È per mezzo del sacramento della Penitenza che il battezzato può essere riconciliato con Dio e con la Chiesa: «I Padri hanno giustamente chiamato la Penitenza "un Battesimo laborioso" (San Gregorio Nazianzeno, Orationes 39, 17). Per coloro che sono caduti dopo il Battesimo questo sacramento della Penitenza è necessario alla salvezza come lo stesso Battesimo per quelli che non sono stati ancora rigenerati» (Concilio di Trento: DS 1672).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 980

Contemplare il mistero

Non dimenticare, figliolo, che per te sulla terra c'è solo un male da temere e, con la grazia divina, da evitare: il peccato.
Cammino, 386

Ancora una volta alle tue vecchie follie!... E poi, quando torni, ti ritrovi con poca allegria, perché ti manca umiltà. Sembra che ti ostini a ignorare la seconda parte della parabola del figliol prodigo, e continui a essere attaccato alla povera felicità delle ghiande. Orgogliosamente ferito dalla tua fragilità, non ti decidi a chiedere perdono, e non consideri che, se ti umìli, ti attende la calorosa accoglienza di tuo Padre Dio, la festa per il tuo ritorno e per il tuo ricominciare.
Solco, 65


11. Come si può evitare il peccato?

Lo Spirito Santo ci porta a discernere tra la prova, necessaria alla crescita dell'uomo interiore (cfr. Lc 8, 13-15; At 14, 22; 2Tm 3, 12) in vista di una «virtù provata» (Rm 5, 3-5), e la tentazione, che conduce al peccato e alla morte (cfr. Gc 1, 14-15). Dobbiamo anche distinguere tra «essere tentati» e «consentire» alla tentazione. Infine, il discernimento smaschera la menzogna della tentazione: apparentemente il suo oggetto è «buono, gradito agli occhi e desiderabile» (Gn 3,6), mentre, in realtà, il suo frutto è la morte.
Catechismo della Chiesa Cattolica, 2847

Altro dettaglio del quadro
Altro dettaglio del quadro "Ritorno del figliol prodigo": il figlio torna, pentito, alla casa del padre
«Non entrare nella tentazione» implica una decisione del cuore: «Là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore. [...] Nessuno può servire a due padroni» (Mt 6,21.24). «Se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito (Gal 5,25). In questo «consenso» allo Spirito Santo il Padre ci dà la forza. «Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze; ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla» (1 Cor 10,13).
Catechismo della Chiesa Cattolica, 2848

Contemplare il mistero

Dobbiamo compiere uno sforzo perché non resti in noi nemmeno l'ombra della doppiezza. La prima condizione per bandire questo male così duramente condannato dal Signore è cercare nella propria condotta, la disposizione chiara, abituale e attuale, di avversione al peccato. Dobbiamo sentire, nel cuore e nella mente, un forte e sincero orrore del peccato grave. Dobbiamo anche far nostra una profonda e radicata disposizione di detestare il peccato veniale deliberato, di detestare quei cedimenti che non ci privano della grazia divina, ma logorano le vie che ce la trasmettono.
Amici di Dio, 243

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