“Un amico, uomo ricco, mi diceva una volta: non so se sono buono, perché mia moglie non è mai stata malata, non mi sono mai trovato senza lavoro o senza un soldo; non ho avuto mai i figli indeboliti dalla fame o senza lavoro o senza un soldo; non mi sono mai trovato per strada, senza un tetto... Non so se sono un uomo onesto: come mi sarei comportato se mi fossi trovato in queste situazioni? Ascoltatemi bene: dobbiamo fare in modo che ciò non succeda a nessuno. Bisogna aiutare la gente perché con il lavoro possa godere di un minimo di benessere, stare tranquillo nella vecchiaia e nella malattia, provvedere all’educazione dei figli e far fronte alle necessità più urgenti. Non possiamo restare indifferenti di fronte ai bisogni altrui: dal nostro posto, infatti, dobbiamo lavorare perché si diffonda la carità e la giustizia”. Così si esprime in uno dei suoi incontri durante la permanenza in Venezuela, dal 4 al 15 febbraio del 1975.